And the Oscars went to… *WINNERS & LOSERS*

E poi Giustizia è stata fatta. Da poche ore si è conclusa l’87esima edizione degli Academy Awards e avrei almeno un milione di cose da dirvi. Per quanto riguarda il Red Carpet farò un articolo a parte; per ora passiamo direttamente alla cerimonia, naturalmente cercando di estrapolare il succo di tutta la serata/nottata (o veramante starei qui a scrivere per ore!). LET’S GO!

Sono le ore 02:20 in Italia e Neil Patrick Harris fa il suo stramegafigo ingresso con un opening, a mio avviso, fantastica. Featured image Ma la Harris mania inizia e finisce lì. (Ancora rimpiangiamo Ellen, unica ed inimitabile!)

Partiamo subito forte con la categoria di Miglior Attore Non Protagonista. Non so se ricordate le mie previsioni: la presenza di Robert Duvall mi fa battere il cuore, ma scrissi esplicitamente che la gara sarebbe stata combattuta tutta tra Norton e Simmons, e infatti a vincere la prestigiosa statuetta è J.K. Simmons per WhiplashFeatured image Meritatissimo; a 60 anni un meritato riconoscimento. (E qui la mia serietvmania prende il sopravvento e grido Way To Go, William Pope! I The Closeriani capiranno). Tra l’altro un discorso molto bello, tenero, emozionante. Bravo! Featured image Ti voglio davvero bene Chief Pope, grazie per averci dato la Raydor come ufficiale capo alla Major Crimes. Hmmm, ok… sto andando fuori discorso. LOL
Dunque, Angie vs Academy: 1 – 0.

Piccolo intermezzo musicale ed ormoni a mille: Adam Levine è sul palco, sposato. Purtroppo. Adam, ti amo, comunque! Sei figo!

Alle 03:00 un pò di Italia sul palco: Milena Canonero vince il suo 4° Oscar per i Miglior Costumi in The Grand Budapest HotelFeatured image  Qui l’orgoglio nazionale fa battere il cuore; la Canonero quest’anno rappresenta una nazione intera e lei ringrazia. L’Italia ringrazia lei. Un mito! Featured image

Piccolo riferimento al Miglior Film Straniero che va ad Ida, un film polacco, molto quotato. Purtroppo non ho avuto ancora modo di guardare i film in tale categoria, ma recupererò al più presto. Va a ritirare il premio il regista Pawel Pawlikowski, visibilmente ubri… ehm emozionato. Ringrazia la crew, la Polonia e l’alcol. Scusa Pawel, ma Sorrentino e il suo “Denghiu” a Maradona è ancora nel mio cuore!!

03:54 Siamo giunti alla categoria di Miglior Attrice Non Protagonista. E qua so dolori. Forti. Premetto che io nasco amante del cinema e che la prima donna che ho amato, anzi il primo personaggio che ho amato del cinema è stata Meryl Streep. Ancora oggi potessi darle un Oscar anche quando legge la lista della spesa, io lo farei. Perché Meryl è arte. Meryl è la quinta essenza del cinema. Non esiste alcuna attrice, o attore, capace di fare ciò che fa lei. Inimitabile. Finché esisterà lei e finché lei verrà nominata, il mio cuore le apparterrà. Quest’anno so stati cavoli amari, il mio cuore dice Meryl Streep, ma la mia testa (come scrissi nei pronostici) optava per una sorprendente Patricia Arquette in Boyhood. Percuotendomi almeno mille volte, quindi l’ultima mia parola è stata Patricia. E l’Academy mi ha dato ragione. Featured image Ho adorato tra l’altro il suo discorso di accettazione, politicamente s-correttissimo, ma perfettamente calzante. Featured image
Meryl se ne torna a casa con la sua 19esima nomination. E’ lei la Regina di Hollywood, qualcuno ha avuto l’ardire di chiamarla Lady Oscar. Eppure (qui apro una parentesi molto generica) Meryl, se capovolgiamo il discorso, è anche l’attrice che ha perso più Oscar. 16 per la precisione. Ed è una vergogna. Senza nulla togliere a Kramer vs Kramer, La Scelta di Sophie e The Iron Lady, a me risulta impossibile comprendere la sconfitta nel 1986 per una memorabile Karen Blixen ne La Mia Africa, e ancora più vergognosa la vittoria nel 1999 di Gwyneth Paltrow in Shakespeare in Love. Inizio a pensare che forse nessuno abbia visto quell’anno l’interpretazione di Meryl in One True Thing. No, perché altrimenti è veramente assurdo! Vergogna! Chiusa parentesi.
E ancora Angie vs Academy: 3 – 0.

La prima “sorpresa” Oscar arriva circa un’ora più tardi quando viene decretato il Miglior Film d’Animazione. Il più quotato era Dragon Trainer 2. Eppure io continuavo a sperare per il fantastico Big Hero 6Featured image E ha vinto.
4 – 0. Academy, ti mangio!

E poi arriva Meryl sul palco… Momento di panico per me, indecisa se urlare “I love youuuuu” o buttarmi nello schermo per abbracciarla. Che tristezza nel ricordare tutti quelli che ci hanno lasciato e quanta più tristezza per quelli che ingiustamente non sono stati ricordati.
Francesco Rosi, noi ti abbiamo amato comunque! Hollywood è pur sempre una gran caciarata.

Dopo tanto annunciare arriva Lady Gaga, Featured image vestita meglio del suo vero vestito e pronta ad omaggiare Julie Andrews, che poi arriva a sorpresa sul palco Featured image e allora… Featured image Vaffanc**o, Gaga, noi c’abbiamo Julie! Da brividi!

Siamo arrivati alla zona calda, ed io in quel momento, iniziavo ad avere le prime vere palpitazioni di cuore.

Iniziamo con la Miglior Regia. Tutti, e dico proprio tutti, erano sicuri della vittoria di Linklater, anche quel certo sig. Canova, che negli studi Sky inneggiava ciò. Ed è vero. Linklater l’ho temuto anche io, e sottolineo temuto, non tifato. Però, si sapeva, quest’anno Birdman mi ha conquistata e Alejandro Gonzàlez Iñárritu aveva tutto il mio sostegno. E, BOOM: vince il messicano! Featured image
Scusa, Academy, ma… 5 – 0 per me.

Seconda categoria caldissima Miglior Attore Protagonista.
Qui un pò come con la storia di testa e cuor per Meryl Streep e la Arquette, ero combattua. Il mio cuore gridava Keaton (c’è sempre un pò di Jack Frost fan in me), ma era evidente: Eddie Redmayne è passato da Merlino ad Attore vero. Featured image E nessuno l’avrebbe immaginato. Il suo Stephen Hawking è stato eccezionale. Non poteva non vincere, sarebbe stato troppo ingiusto. E ha vinto. Meritato! In bocca al lupo, Eddie. Sei il futuro di Hollywood!

E poi, quel momento. Quello in cui insomma ho rischiato di morire di tachicardia. Miglior Attrice Protagonista.
Mettiamo le cose in chiaro: non c’erano alternative. Bella e sorprendente la Pike, ma quest’anno, in quel momento, con quella interpretazione, dopo 5 nominations, Julienne Moore doveva vincere. Punto! Non accettavo altro. Ha vinto tutto, tutto il vincibile. Le mancava solo quella statuetta. La più importante. La più bramata. Tutto in silenzio, la platea è zitta, e anche io. Passo da modalità “ho sonno ma resisto” a modalità “rigori finale mondiali 2006”. Chiudo gli occhi e… Julianne MooreFeatured image Basta, ha vinto! E’ fatta. Ormai lo sa anche l’Academy, Julianne: sei eccezionale! Ed io t’adoro. Featured image
7 – 0 per me.

Ci siamo quasi, siamo arrivati alla fine di questa 87esima edizione; manca solo l’ultimo premio, Miglior Film. Quello forse un pò meno sicuro. Attimi di panico, entra Sean Penn, sulle notte di The John Dunbar Theme, che per chi non lo sapesse era la colonna sonora di Balla Coi Lupi. Ed in quel momento, sono tornata indietro di tanti anni, quasi tutti quelli che ho vissuto. Sono tornata a Kevin Costner, a quei 7 Oscar vinti, sono tornata a Mary McDonnell. L’amore è troppo. E il mio cuore era colmo d’amore.
Ok, scusate, divago troppo, torniamo al premio.
Ho temuto, fino all’ultimo secondo Boyhood; e l’ho temuto per motivazioni puramente “commerciali”. 12 anni per girare un film. Un film che forse necessitava di altrettanti 12 anni per essere visto. Ci siamo, lo stanno annunciando, sono quasi rassegnata e invece… The Oscar goes to… Birdman. What a surprise!!! Featured image
Ho vinto anche questa. 8 – 0 per me.
Scusa Academy, ma quest’anno t’ho fregata!

La notte degli Oscars è ufficialmente terminata, ma prima di lasciarvi vorrei dare credito ad un altro premio, Miglior Canzone, andato a Glory di Common e John Legend in Selma. (9 – 0 ancora per me!)
Featured image
E voglio dargli credito perché quel momento ha emozionato. L’ha fatto davvero. E non perché qualcosa è venuto a mancare, ma perché purtroppo, nel 2015 qualcosa ancora manca: la tolleranza. Non importa quanto politico sia questo messaggio, ma vale la pena che sia detto. Vale sempre la pena!

Adesso ho finito sul serio. Spero vi sia piaciuta questa edizione. Spero vi siate divertiti ed emozionati come me. E lo spero perché in fondo il Cinema resta l’altro mio grande amore. “L’altra donna” della mia vita. E lo sarà sempre.
Vi abbraccio tutti!

-Angie

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