Interstellar *Perché toccare le stelle non è mai stato così reale*

Salve a tutti, oggi io (Angie) e Kid faremo un commento congiunto su uno degli ultimi film sfornati da Hollywood: Interstellar. Pronti a viaggiare con noi nello spazio?? Let’s go!

Partiamo da Kid.

Ve l’avevamo promesso e, anche se con un po’ di ritardo, eccoci qui. Il primo aprile è iniziata la distribuzione home video di Interstellar. Come potevamo noi di Everpop non urlare: “presenti!”?

Quindi ora bando alle presentazioni, bando ai commenti appassionati di un fan tolkieniano che si infervora per le differenze tra libro e film. Ora si parla davvero di cinema, ora si prova davvero a buttar giù una recensione che possa aiutare chi ancora non ha visto il film a decidersi e chi invece lo ha visto a specchiarsi in queste parole e provare a vedere se calzano bene con la propria opinione.
Non vi resta che salire a bordo della nostra astronave e prepararvi alla nostra versione di questo viaggio interstellare che più che indagare lo spazio e il tempo ci regala il pensiero Nolaniano (penso sia ora di coniare questo termine) riguardo i sentimenti umani.
Sì, perché Interstellar prima di essere un film di fantascienza è innanzitutto un film sui sentimenti umani, un film che vuole donare allo spettatore qualcosa che resti, qualcosa che possa trasmettergli un’idea. L’idea che l’amore, forza inestricabile e (ancora) impossibile da indagare, guidi ogni azione umana. Un innesto, per citare un capitolo precedente dell’opera del regista.
La terra sta diventando invivibile, la NASA intraprende in segreto un progetto per cercare nuovi mondi abitabili per il genere umano attraverso un viaggio in un’altra galassia; è questo il maestoso contorno alla vera storia, al vero nucleo del film: l’amore, appunto. Sia esso l’amore tra un padre e una figlia, quello tra un uomo e una donna o ancora semplicemente quello per la propria vita. Interstellar è un film sull’amore, incastonato in un capolavoro di fantascienza che strizza l’occhio a 2001: Odissea nello spazio con numerose citazioni. È il palese tentativo di Nolan di creare il suo capolavoro, cosa evidente nell’utilizzo di uno stile talvolta piuttosto pretenzioso e autoreferenziale. Tuttavia è un tentativo pienamente riuscito, che indaga uno spettro ampio di sentimenti ed emozioni, permettendo a chi guarda di entrare pienamente nello svolgersi della vicenda, anche grazie alle abili quanto semplici spiegazioni dei concetti più complessi che senza dubbio aiutano il pubblico a non estraniarsi da ciò che sta osservando.
Nolan si diverte a fare il prestigiatore, sempre per citare la sua opera, e riesce a nascondere con un velo le tematiche che intende affrontare, velo che man mano si assottiglia portando in superficie la verità, sia all’interno quanto all’esterno, in un gioco ad incastri tipico della sua filmografia (Following, Memento, The Prestige, Inception) in cui tutto viene svelato, in un modo o nell’altro e nulla è lasciato al caso. Perché la coerenza è sempre stata la forza del cinema di Nolan e la coerenza è assoluta protagonista anche in questo nuovo capitolo della sua opera.
In molti affermano che un vero fuoriclasse è colui che è in grado di fare le cose più semplici, o almeno di far sembrare semplici cose che in realtà sono impossibili per altri. Bene. Senza dubbio, allora, Christopher Nolan è un fuoriclasse del cinema.

Non mi resta che salutarvi. Spero vi sia piaciuta la mia prima, vera recensione qui su Everpop. Mi raccomando, condividete e diteci la vostra opinione! Non chiediamo altro!

Kid.

E adesso tocca a Angie.

Il cinema è una cosa troppo seria. L’abbiamo detto e ridetto. E lo è ancora di più quando tratta argomenti seri, attraverso tecniche lungimiranti. La fantascienza è lo strumento più lungimirante e pericoloso che esista. È troppe volte accaduto che parlare di un argomento attraverso la fantascienza porti il prodotto in questione a cadere nel ridicolo. È difficile argomentare qualcosa attraverso tecniche spesse non comprensibili a occhio umano, e perché no anche a mente umana.
Penso sia chiaro a tutti quanto il scifi faccia parte del mio bagaglio culturale cinematografico (e televisivo) e quanto conti per me un buon prodotto di tale genere. Se devo però fermarmi a pensare all’ultimo grande film scifi, la mia testa inizia a fare capricci ed è costretta ad andare a ritroso. Troppo a ritroso. Addirittura le tocca prendere una DeLorian e attraversare gli anni ’80 con Ritorno al Futuro, per finire nell’ultimo filmone scifi Blade Runner. Perché quello si che era un film, quella si che era fantascienza. Che poi Blade Runner sia divenuto uno stile di vita più che un film, beh questa è un’altra storia… A noi interessa porre l’accento su quanto sia complesso fare un film fantascientifico.
Poi però un giorno arriva Christopher Nolan e il difficile diventa semplice, l’incomprensibile comprensibile e Matthew McCounaughey un vero attore e allora… Interstellar fu! E poco importa se è a mio avviso il suo film migliore, ciò che veramente conta è che Nolan è riuscito là dove molti prima di lui avevano fallito: creare qualcosa di semplice, farlo apparire complesso e renderlo capolavoro. Eh si, non ne faccio neanche una questione recitativa, perché probabilmente Interstellar sarebbe stato un capolavoro anche senza ottimi attori; li ha avuti, tanto da guadagnarci.
Eppure è stato malamente alienato agli Oscar, si sa… quelli sono troppo moralisti, populisti e snob per un film così intelligente.
Hai sbagliato Nolan, la prossima volta racconta (male) di un cecchino americano morto (con tutto rispetto per il vero Chris Kyle, pace all’anima sua) e vedrai che almeno una nomination come miglior film la prendi sicuro… Ah no, ma non ti chiami Clint Eastwood, allò niente, lascia perdere!!
Dare un voto a questo film è veramente difficile; la perfezione non esiste realmente e Interstellar non è perfetto, a partire dal fatto che il protagonista trascorre i suoi anni nello spazio, alimentato dal solo desiderio di rivedere la figlia e quando la vede, manco ci perde più di due minuti insieme (dopo anni e anni di distanza)… Ma vabbè sono piccolezze, dettagli. Io ci tengo ai dettagli; ciò non toglie la grandezza del film.

Bravo Nolan, stavolta posso dirlo: 100 punti a Grifondoro!!

Angie.

Spero vi sia piaciuto il nostro piccolo contributo e congiuntamente vi diciamo: BUON INIZIO DI FESTE PASQUALI!!!

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