Libri, Letture e (La) Recensione: A WONDER STORY – IL LIBRO DI JULIAN di R.J. Palacio

Ehilà Everpopolo! Eccomi tornato, siete pronti per la super-iper-mega-recensione di A Wonder Story: Il libro di Julian? Secondo me, lo siete! E quindi, andiamo dritti al sodo!

Ve ne ho parlato, e straparlato, in questo ultimo mese, e finalmente il gran giorno è arrivato. Dopo mille peripezie, ieri riuscii a prendere il libro, ma come avevo promesso ad una amica, l’avrei iniziato solo oggi. E così è stato. Ma nel giro di un’ora e qualcosa, l’ho anche finito (buon per voi, così potete cuccarvi la recensione). Per quei pochi di voi (io direi pochissimi), che ancora non conoscono Wonder, vi lascio il link della recensione, proprio qui. Per tutti gli altri, tenetevi pronti alla recensione.

E’ sempre un gesto coraggioso essere gentili.

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Il libro di Julian, il “seguito” (se così possiamo chiamarlo) di Wonder, ci mostra il punto di vista che fino ad ora mancava, il tassello del puzzle che ancora non era stato messo al posto giusto; ci mostra ancora una volta, la storia, ma dal punto di vista di Julian, il ragazzino che ha tanto tormentato Auggie nel primo libro. Ed è proprio su questa cosa che vorrei fermarmi un attimo. Julian, è un bulletto, forse lui davvero non lo sa, o forse in un certo senso lo sa, ma è convinto di non esserlo. Nonostante tutto rimane un bullo. Questa è una delle particolarità di questa storia, particolarità che rende unico questo libro. Sì perché, per la prima volta, la signora Palacio è stata capace di creare un libro fuori dagli schemi (forse anche più dello stesso Wonder), un libro che per la prima volta, analizza il carattere, la personalità, la vita, del bullo. E’ stata coraggiosa dico, perché nonostante tutto, ha scritto un libricino incredibile, pur potendo incappare nell’eventualità che qualcuno dei suoi lettori, potesse sentirsi chiamato in causa, per la situazione vissuta da Auggie. Ma così non è stato. Lo stile impeccabile, e la storia semplice, sono due degli elementi che contraddistinguono questo libro (e quello precedente), che riescono a trattare due tematiche diverse, con una grazia e una delicatezza fuori dal normale.

Ancora una volta torniamo alla Beecher Prep, con gli stessi personaggi di sempre, con la stessa storia; nonostante questo, nonostante torniamo a leggere ciò che abbiamo già appreso in Wonder, sembra però di star leggendo una storia completamente nuova. Qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo familiare. E questo è un altro gran pregio di questo racconto. In esso riusciamo ad analizzare meglio la figura di Julian (be ovvio), capire chi è realmente. Lui è si un ragazzino maligno, ma è davvero solo quello? Ma soprattutto perché? Come sempre, in queste situazioni, la colpa è da addossare tutta a sua madre Melissa (si l’infamona ha un nome), la classica super-mamma, assuefatta dal “potere” scolastico (chiamiamolo così). Lei è detestabile per tutto l’arco narrativo, come potrete ben pensare, ma…(non vi dico altro).

C’è una scena nel libro, che riprende una del precedente, quella della foto, che mi ha fatto tanta rabbia. Da esso traspare tutta la cattiveria di quella donna, che in realtà è semplice paura. Si perché è la paura, non l’odio o la cattiveria, il tema centrale della storia. La paura che domina, semplicemente perché non si è a conoscenza di metodi per affrontarla. Paura e debolezza fanno parte dell’essere di Julian, e forse sono le scintille che muovono il resto dei bulli (questo è uno spunto della Palacio che mi ha dato tanto da pensare). Essendomi trovato in passato, nella stessa situazione di Auggie, ho tanto a cuore questa storia, semplicemente però, io non sono stato tanto coraggioso come August. Ma sto divagando (come sempre).

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Cos’è A Wonder Story? Se Wonder poteva considerarsi un racconto di coraggio, mosso da sani principi, questo secondo “capitolo” può considerarsi invece, un racconto di sincerità. Sì, A Wonder Story è un romanzo Sincero, il quale mostra il suo protagonista per quello che è, ma soprattutto il prologo del suo percorso di vita. E’ un romanzo Sincero sotto tanti altri punti di vista, ma esso è anche (anzi ancora una volta) un romanzo toccante. (Non vi dirò molto se non) Lasciatevi incantare dalla seconda parte del romanzo, una “ministoria” ricca di sentimenti, che è il vero fulcro stesso del racconto. Essa non è inserita lì così, tanto per allungare, essa è l’anello di congiunzione tra ciò che sapevamo, e ciò che avremmo voluto sapere. E poi c’è la nonna di Julian, che è una simpatica vecchina parigina.

Che altro dire? Oltre che tessere nuovamente le lodi alla Giunti per l’edizione, grandiosa come la precedente(ma la bandina laterale? stavolta me l’avete tolta? sigh sigh), un vero e proprio applauso virtuale va alla sua autrice R.J. Palacio, alla sua bravura come scrittrice, alla sua passione nella scrittura, ma soprattutto al suo coraggio. Il voto è ovviamente:

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Il massimo (lo so, ultimamente forse esagero, ma in questo caso io darei anche un dieci). So bene che ve lo aspettavate, ma che dire, Wonder mi ha semplicemente conquistato, e riuscirà a farlo ogni volta che lo rileggerò, o quando lo leggerò ai miei figli (mamma che esagerato!).


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Titolo: A Wonder Story – Il libro di Julian Data di pubblicazione:  20 maggio 2015 Casa editrice: Giunti Editore Autrice: R.J. Palacio Prezzo cartaceo: 7,90 € Pagine: 128

Anche stavolta, ho scelto la gentilezza, il coraggio, ma soprattutto Wonder. See you soon. -Lewis

P.S. Il mio precetto è: “Se vuoi provarci, tenta. Se andrà male, potrai comunque non pentirti.”

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