A TUTTO MANGA: PADRE PER CASO

E’ Martedì Everpopolo, ciò significa, che oggi vi beccate la recensione mangosa. Stavolta ne scelgo uno finito qualche settimana fa (in realtà la storia s’è conclusa un mese fa, ma poiché sono uscite anche storie extra, avevo deciso di aspettare l’uscita dell’ultimo volume). Il manga di quest’oggi è dolcissimo, carinissimo, e tenerissimo. Il manga è:

USAGI001Nome: Usagi Drop

Autore: Yumi Unita

Casa editrice originale: Shodensha

Casa editrice italiana: GPManga

Anno di pubblicazione: 2005-2014

Numero volumi: 10

Genere: Slice of Life – Commedia – Romantico

IL MANGA

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Se amate (come me) le storie legate alla famiglia, alle situazioni familiari “complicate”, e alla vita quotidiana, allora Usagi Drop è quello che fa per voi. Sin dalla prima volta che l’ho visto in fumetteria, ne sono rimasto innamorato (tutto merito della copertina). Già dal primo volume Usagi Drop mi ha conquistato, con la sua storia così semplice, ma estremamente dolce. Per la prima volta, mi è capitato di leggere qualcosa di nuovo, nella categoria dei Seinen, e dei Slice of Life. Per la prima volta, mi capitava tra le mani un fumetto avente come protagonisti, una bambina senza genitori, e un suo lontano parente che si trova costretto (costretto è un parolone) a fargli da padre.

LA TRAMA

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Daikichi, trent’anni, celibe, non è quello che si può definire un dongiovanni. Non molto a suo agio con le donne e ancor meno con i bambini, quest’uomo, che più ordinario non si può, si troverà invischiato in un’impresa decisamente ardua: diventare il tutore legale della figlia segreta del… suo defunto nonno. Ma come si può allevare una bambina quando è già così difficile prendersi cura di sé? E se il “dare sé stessi” fosse invece la chiave della vera felicità?

CONSIDERAZIONI

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Rin ha catturato il mio cuore sin dalla sua prima comparsa. Bisogna premettere questo prima di iniziare a parlare di Usagi Drop, è un po’ come in Canto di Natale, bisogna prima di tutto dire che Marley era morto,se no la storia non avrebbe senso. E per Usagi Drop è così. Il manga, affronta un tema molto delicato, quello del rapporto di due lontani parenti, che si ritrovano, da un giorno all’altro, ad essere padre e figlia, e a vivere insieme; una situazione tutt’altro che semplice insomma. La sensei Umino riesce però a parlare (per ben 10 volumi) di questo rapporto particolare, e lo fa con delicatezza e dolcezza, che traspaiono prima di tutto dai suoi disegni fantastici. Lungo i dieci volumi (nove in realtà, escludendo gli extra), assistiamo alla crescita e la maturazione di Rin, ma contemporaneamente anche a quella di Daikichi, e sì, anche a quella di Koki. Per i primi volumi, la sensei ci presenta il “piccolo cast familiare” che popola Usagi Drop, tutti così veri, al punto tale che in alcuni di loro, possiamo ritrovare quegli aspetti, che li rendono reali, che li rendono apparentemente simili a persone che realmente conosciamo (io ne ho riconosciuti tre, per così dire). Grazie al manga, veniamo a conoscenza di piccoli aspetti di vita quotidiana (giapponese), che forse, ad alcuni, sono ancora sconosciuti. Viviamo insieme a Rin e Daikichi, il primo giorno di scuola. la gioia di piantare un alberello, persino l’allegria insita nella visita di un’acquario. Il lettore viene profondamente preso da questi piccoli temi comuni, al punto tale che non sa se concentrarsi su Daikichi e la sua vita sentimentale (praticamente nulla), o sulla crescita di Rin (e quindi le sue piccole grandi scoperte). Tra tutti i personaggi, quelli a cui mi sono affezionato di più, Daikichi e la signora Nitani, sono di certo quelli che più mi hanno fatto sorridere. Prima ancora dei bambini, erano loro due a scoprire un mondo tutto nuovo, a vivere nuove esperienze; ed è proprio questo aspetto, che ha reso la lettura di questo manga, piacevole e rilassante.

VALUTAZIONE FINALE

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Prima di Usagi Drop, e (poi) di Flat, non avevo mai letto un manga del genere, quindi mi risulta un po’ difficile fare delle differenze (volendone fare). Per questo, non ne farò (mi chiedo se solitamente ne faccia). Usagi Drop è quel Manga, che puoi concederti nei momenti tristi, utile a tirarti su di morale, è quel manga che cerchi quando hai bisogno di una dose di tenerezza, quel manga che ti rilassa semplicemente leggendone tre pagine. Tutto questo è possibile grazie a tre elementi importanti: la storia (semplice e per questo reale), i disegni (delicati e deliziosi), la maturazione dei personaggi (e la loro quotidianità). Sono i personaggi il vero punto saldo di questa storia, essi stessi la fanno; scartandone uno, la storia non avrebbe più senso. Proprio per questo motivo, ciò che accade negli ultimi tre volumi mi ha un po’ “spiazzato” (e un pochino deluso). I disegni come ho già detto, valgono, e la storia anche. Per quanto riguarda le illustrazioni (soprattutto quelle a colori), tenete conto che per un mese una di esse è stata il mio salvaschermo. Infine, l’edizione italiana è curata fin nei minimi dettagli. Le copertine (come l’originale) sono praticamente perfette. Il lavoro di lettering e adattamento, indiscutibile, così come anche la traduzione. Che dire, questo è un bel manga, da avere in libreria, e se non lo possedete ancora, io direi che un pensierino potreste anche farlo. Il voto finale è:

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Ahimè, non potrò dirvi il perché, onde evitare spoiler. Ma lo è semplicemente per un mio “capriccio” personale, legato alla scelta del finale. Forse meriterebbe lo stesso un 4 anche dal punto di vista oggettivo? Perché sinceramente parlando, sono molto affezionato a questo manga, e quindi non potrei mai esprimermi oggettivamente su di esso; alcuni potrebbero dirmi che ci sono manga con disegni migliori, certo è vero, ma io credo che per questo genere di manga, quelli che possiede, vanno più che bene (scusatemi, ma quando si tratta di recensioni, non posso che essere soggettivo, se no non sentirei mia la recensione stessa).


Per oggi è tutto, fatemi sapere cosa ne pensate di Usagi Drop, se l’avete letto, e in caso contrario, se decideste di acquistarlo, fatemi sapere come l’avete trovato (e se siete d’accordo con me).

Droppamente presente, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post. Dove? Ma sempre qui su Everpop. See you soon! -Lewis.

p.s. Che poi….Koki è troppo tenero anche lui. E le scene migliori sono proprio quelle Koki/Daikichi.

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