Libri, Letture e (La) Recensione: Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

EHY EHY EHY Everpopolo! Nuovo giorno, nuova recensione, e quest’oggi si parla di un libro tanto chiacchierato, un libro che molti di voi mi avevano consigliato (su instagram chiunque mi diceva di leggerlo), oggi è il turno di Robert Galbraith (AKA J.K. Rowling), ed il primo libro della serie dei misteri di Cormoran Strike. 

Sono diventato un nome

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Che dire (devo dire la mia lo so), ho odiato (è un parolone in realtà) e amato questo libro. Ammetto di averci messo un tantinello tanto per finirlo, ma alla fine ne è valsa la pena; ora mi ritrovo con un senso di malinconia, dovuto ad un senso di mancanza verso Cormoran e Robin (che adoro, e lo dico da ora). Questo mattoncino di 500 e pass pagine, mi ha lasciato anche un senso di curiosità: cosa succederà nel Baco da seta (suo seguito)?!? Iniziamo con la trama:

La storia, ruota tutt’attorno alla figura di Lula Landry (la quale non si riesce ad inquadrare del tutto, poiché ogni volta, scopriamo qualcosa di lei, solo attraverso gli occhi dei suoi amici [subdola gente dello spettacolo]), e alla sua morte: Suicidio od Omicidio? Questo dubbio ci assilla fin dall’inizio, quando John Bristow (fratello adottivo della Landry [è il cognome da nubile della madre adottiva]), fa visita a Cormoran [SPOILER ON] Già dalle sue parole iniziali ho iniziato a dubitare di lui [SPOILER OFF]. Da qui parte la storia, fatta di indagini, misteri, bugie, ma soprattutto di sudiciume, legato allo spettacolo. Ognuno degli amici (e dei parenti) della Landry, nasconde subdoli segreti, ed ognuno di essi, alla fine, dimostrano di tenerci a Lula, unicamente per il denaro. Ognuno di questi personaggi, non è chi dice di essere (qui si parla di indossare più di una maschera), ognuno di essi potrebbe avere un movente, ed è questo che ti confonde un tantinello (il miei tre sospettati erano Bristow, Bestigui, e Deeby Macc). Ammetto che inizialmente questo libro mi ha un po’ annoiato: la storia è ben fatta, ma bisogna dire che ci mette tempo ad ingranare; le prime 150/170 pagine sono un tantino lente, e forse tutto questo è dovuto alle continue descrizioni (che però sono perfette e dettagliate), o forse per colpa delle continue interruzioni al caso (si Charlotte, ce l’ho con te). Ma superata quella soglia, il libro diventa sempre più interessante. Ti coinvolge all’intero di una spirale misteriosa, soprattutto grazie al variegato cast di personaggi, con i quali facciamo la conoscenza (la loro maschera in realtà), capitolo dopo capitolo. La scelta del tema principale che muove i fili del racconto, un mistero all’iterno dell’enigmatico e complicato mondo dello spettacolo, è stata la cosa più geniale di tutte; accanto alla risoluzione del mistero, la scoperta di questo mondo “fasullo”, e del suo fascino ammaliatore, procede a pari passo. La bravura della Rowling sta proprio in questo, riuscire a sviluppare diverse narrazioni, diversi temi, all’interno della stessa storia. Tornando ai personaggi (che sono la cosa migliore in questo romanzo), bisogna sottolinearne la  valenza. Inizio partendo con il personaggio che ho preferito in assoluto: Robin (che per me ha il volto di Katie Lowes).

Katie+Lowes+Long+Hairstyles+Long+Straight+IUSu9FneY5bx

Astuta e intelligente, è quella che (escludendo Strike) da più contributo alla risoluzione del mistero. Lei è così carina, così dolce, seria e cordiale. Ma allo stesso tempo furba e caparbia. Senza di lei vorrei sapere fin dove sarebbe arrivato Strike. Vorrei poter continuare a tesserne le lodi, ma incapperei nel problema spoiler. Per quanto riguarda Strike invece, di lui ho preferito lo spirito di osservazione, il suo caratteraccio, ma soprattutto il coraggio (che dimostra soprattutto verso la conclusione). Depresso, triste e scialbo, dimostra un animo da vero lupo solitario (anche se sembrerebbe più giusto considerarlo un orso), una sorta di “antieroe”, che nasconde sotto sotto un buon cuore. Per quanto riguarda gli altri, tra tutti, mi son fidato solo di Guy Somè (non so perché, chiamatelo sesto senso). La Londra della Rowling, stavolta è fredda, cupa, popolata da menzogne e trame; la sua nebbia fitta, cela ogni risposta. 

Che altro dire, lo stile della Rowling stavolta ha peccato un tantino (ma è sbagliato accomunarlo a quello di HP o del Seggio), ma bisogna perdonarla, visto che questo è soltanto il suo esordio nel mondo del Mistery; forse il Baco da seta nasconde un potenziale molto più alto. Per quanto riguarda l’edizione italiana, a cura della Salani Editore, non ho nulla da dire, se non: “LA COVER SPACCA”.  Vi lascio la nuova valutazione:

Votazione nuova

Be’, questo è tutto quello che potevo dirvi su questo libro. Attendo con ansia di leggere il Baco (che mi dicono essere anche più grande), così da poter incontrare nuovamente Robin e Cormoran. Nell’attesa però, attendo di sapere la vostra su questo libro, e nel caso voi non l’aveste letto, vi invito a farlo.


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Titolo: Il richiamo del Cuculo Data di pubblicazione:04 marzo 2013 Casa editrice: Salani Editore Autrice: Robert Galbraith Prezzo cartaceo: 16,90 € Pagine: 547

Cuculamente presente, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post di Everpop. See you soon! -Lewis

p.s. Che poi, non chiedetemi perché, ma ogni volta che leggevo di Guy, mi veniva in mente Elton John (lo so che Guy è un uomo di colore).

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2 pensieri su “Libri, Letture e (La) Recensione: Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

  1. Devo ammettere che la tua recensione mi ha chiarito molto le idee in merito a questo titolo. Quando lo vidi per la prima volta in libreria ne rimasi incuriosito, soprattutto dopo aver letto che dietro a Robert Galbraith si nascondeva la Rowling. Tuttavia per tutta una serie di motivi che nemmeno ricordo non l’ho mai recuperato, magari ci farò un pensierino nei prossimi mesi anche se mi piacerebbe attendere che tu legga anche il seguito 😉 per vedere se magari l’autrice migliora quegli aspetti che hai citato prima. Comunque mi incuriosisce molto vedere come si svilupperà questo nuovo periodo narrativo della Rowling dopo la saga di “Harry Potter”, già con il “Seggio vacante” secondo me si è esposta molto bene ma trovo che possa migliorare ancora 🙂

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