BOOKinFRONT: Protagonisti sotto inchiesta {Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven}

Everpopolo un nuovo giorno è arrivato! Quest’oggi diamo il via all’ennesima rubrica dedicata ai libri (BookinFront sta diventando infinito ormai!). Diamo il via a: Protagonisti sotto inchiesta.
Iniziamo stamane con Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven, primo libro recensito qui su Everpop! Analizziamo per bene i protagonisti.

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Violet e Finch. Finch e Violet. Che poi: “Finch di qua, Finch di là!”, oh ma ricordiamoci sempre che il suo nome è Theodore, quindi la prima domanda è:

PERCHE’ NESSUNO LO CHIAMA PER NOME?

Questa è una cosa che mi da leggermente fastidio, e vi spiego il perché: da sempre ho odiato essere chiamato per cognome, mi è sempre sembrato poco “amichevole”, un atteggiamento poco “friendly” (ho detto per due volte la stessa cosa, lo so!), quindi leggere una cosa del genere mi ha fatto partire il nervo. Theo è senza dubbio un protagonista “particolare”, ma sarebbe meglio dire anormale, e lo dimostra fin dal primo capitolo. Ora nonostante questo, nonostante abbia degli amici (conoscenti, o come preferite chiamarli), nessuno di questi lo chiama mai per nome. Vien subito da pensare che forse lui non si è integrato del tutto, che forse “Finch” non ha veri amici, nonostante i sue due migliori amici hanno dimostrato il contrario. Seguendo questa linea tracciata, iniziamo parlando di Finch. La domanda che sorge spontanea è:

CHI E’ THEODORE FINCH?

Egli è senza dubbio un ragazzo fuori dagli schrmi, l’antitesi del bravo, bello, e carismatico protagonista. Forse possiede questi pregi, ma non sa valorizzarli, ne metterli in mostra, o forse semplicemente non vuole. E’ un ragazzo che nessuno conosce realmente, nemmeno lui stesso sa chi è, e lo dimostrano i diversi “stili” che lui adotta per se stesso. Ed è proprio da questa sua mutevolezza che nasce la fragilità di questo personaggio. Fragile e passionale, sembra tanto un personaggio d’epoca, non saprei dirvi perchè, ma a tratti mi è sembrato un personaggio austeniano. E’ strano lo so, ma è stata questa la sensazione per qualche tempo. Di solito parliamo sempre di quello che c’è dietro una persona, con Theo però bisognerebbe parlare di quello che c’è davanti. Davanti a lui ci sono un futuro roseo, che lui non sa riconoscere, una situazione un tantinello incasinata, che potrebbe superare chiedendo aiuto, e un amore che potrebbe aiutarlo a superare questi ostacoli. Ma c’è soprattutto un’altra cosa davanti a Theodore Finch, una maschera di finzione, sorridente e allegra, dietro la quale lui si nasconde, utilizzandola come scudo. Questa maschera ad un certo punto cede, si crepa, senza però mai spezzarsi. L’artefice di questo piccolo mutamento è appunto Violet. Ora parliamone…

CHI E’ VIOLET?

Non vi aspettate la classica eroina da libro YA. Potrebbe sembrare la classica belloccia a cui non importa niente di nessuno, che improvvisamente si innamora dello sfigatello di turno e cambia. NO! Potrebbe sembrare la bella ragazza insicura, di se stessa e del suo carattere, una farfalla che aspetta di sbocciare. E INVECE NO! Violet è utilissima per il libro, questo bisogna riconoscerglielo, ma purtroppo è dannatamente egoista. Ella più di Theo non sa come rapportarsi, procede per inerzia, senza mai chiedersi cosa potrebbe trascinare con se (lo fa fin quando la situazione non si mette male). E’ una ragazza che sembra essere cambiata (dopotutto), ma non è così, ne avrà ancora di strada da fare. Diciamocelo, Violet è la classica protagonista a cui “du schiaffi glieli darei”. Se la gioca alla grande con Margo di Città di Carta, e Leila di Via con te, alle quale pure non risparmierei un bel rimprovero. Mi spiace dirlo, ma lei è sbagliata! E’ piagnucolona, lunatica, deprimente, e come ho già detto egoista. Ha si diversi pregi, ma rimane quella “da aiutare”. Viene aiutata da Theo, viene aiutata dai genitori, viene aiutata persino dal “fantasma” della sorella. E’ una ragazza che non riesce a procedere da sola, non riesce ad andare avanti con le sue sole forze. Ha bisogno d’aiuto. Quello che proprio non ho potuto sopportare è stato il fatto che, nell’istante in cui scompare Finch, Violet si arrende al primo colpo, correndo a rifugiarsi tra le braccia dell’ex. Se ami una persona, cara Violet, prima di tutto la chiami per nome, e poi come minimo passi qualche notte in bianco per cercarla, soprattutto conoscendo i suoi problemi, ed il suo carattere (ma come ho già detto, nessuno conosceva davvero Finch).
Ora però sorge spontanea la domanda finale:

PERCHE’ HO APPREZZATO QUESTO LIBRO?

Soprattutto anche per il contrasto tra i due protagonisti, che mi hanno incuriosito fin dal primo istante con i loro comportamenti stravaganti. Ma ci sono tante altre componenti importanti come lo stesso stile di scrittura, la trama (che seppur improvvisamente scontata, è stata lo stesso avvincente), le situazioni “da libro” (quelle che nella realtà proprio non sarebbero possibili, ma che ci aiutano comunque a sognare), e diverse frasi (citazioni, aforismi…scegliete voi come chiamarli). Ho apprezzato questo libro perché è schietto, e fuori dall’ordinario, e i due protagonisti hanno saputo più volte dimostrarlo.
E per oggi è tutto, tornerò presto, per parlarvi di altri protagonisti, ed altri libri, quindi…non scappate!
Nonostante du schiaffoni non glieli leva nessuno, io son sempre qua, e vi do appuntamento al prossimo post. See you soon! -Lewis

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