BookINFront: Te lo consiglia la zia

Ehy ehy ehy Everpopolo, bentrovati! Anche oggi ci attendono i cinque mitici consigli della zia T. Siete pronti a scoprire cosa vi aspetta?

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maîtres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… Dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée. Le pagine scivolano leggere fra i dotti rimandi e la lingua forbita di Renée e il parlato acerbo di Paloma, mentre l’ironia pungente non risparmia l’ipocrisia imperante nei quartieri chic. Quando ci s’imbatte in tale miscela di leggerezza e umorismo, cultura e profondità, è un piccolo miracolo.

Una vita di Guy de Maupassant

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Una vita , pubblicato per la prima volta nel 1883, ripercorre l’esistenza di una giovane sensibile e sognatrice, Jeanne le Perthuis, un «cuore semplice» di grande candore, con un’inesauribile capacità di amore e sacrificio. Raccontando un destino femminile che corre verso la sventura con intima compassione senza mai cadere nel patetico, Maupassant ha disegnato una delicata trama narrativa, di cui Natalia Ginzburg è riuscita a rendere tutta la ferma e sommessa poesia, aderendo ai ritmi sapienti del testo originale.

Il re della pioggia di Saul Bellow 

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Il tradizionale americano “modello” abbandona per sempre il suo mondo e si rifugia in una selvaggia regione dell’Africa alla ricerca di nuove “verità”: ne scaturisce un ritratto estremamente buffo e divertente.

La strada di swann di Marcel Proust

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Le prime pagine di “Du coté de chez Swann” ci mostrano il narratore che si sforza, durante una notte d’insonnia, di rievocare alcune immagini della propria infanzia, ma la memoria sollecitata dalla volontà non offre che immagini mutilate e insignificanti. Solo il caso, facendoci provare una sensazione identica a un’altra provata molti anni addietro, può restituirci il passato in tutta la sua concretezza. E’ quanto appunto avviene al narratore: il sapore di una madeleine inzuppata nel tè gli restituisce, miracolosamente intatta, l’atmosfera di Combray, la cittadina di provincia dove ha passato molte estati della sua infanzia.

La ciociara di Alberto Moravia

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La ciociara è la storia delle avventure di una madre e una figlia, costrette dal caso a passare un anno nelle prossimità del fronte del Garigliano tra il 1943 e il 1944. Ma La ciociara è anche soprattutto la descrizione di due atti di violenza, l’uno collettivo e l’altro individuale, la guerra e lo stupro. Dopo la guerra e dopo lo stupro né un paese né una donna sono più quello che erano prima. Un cambiamento profondo è avvenuto, un passaggio si è verificato da uno strato di innocenza e integrità a un altro di nuova e amara consapevolezza. D’altra parte tutte le guerre che penetrano profondamente nel territorio di un paese e colpiscono le popolazioni civili sono stupri. La ciociara non è un libro di guerra nel senso tradizionale del termine; è un romanzo in cui è narrata l’esperienza umana di quella violenza profanatoria che è la guerra.


Siamo giunti al termine gente! Come sempre aspetto vostri commenti! Intanto…see you soon! -Lewis

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14 pensieri su “BookINFront: Te lo consiglia la zia

  1. De “La strada di Swann” ricordo molto poco, a parte l’episodio della madeleine, forse perché ho dovuto studiarlo all’università, quindi era un’imposizione.

    “L’eleganza del riccio” lo vorrei leggere da tempo!!

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  2. Io ho letto La strada di Swan e anche Un amore di Swan( ho tutto il cofanetto nella mia libreria, in una vita ce la farò a finirlo??? Mah!) e poi non mi ricordo l’altro!!! La vecchiaia e la follia incombono su di me! Ahimè! Ora vado a rileggere poi te lo dico Ahahhh

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