Libri, Letture e (L)ecensioni: Central Park di Guillaume Musso

Everpoppini belli, una nuova nuovissima recensione è finalmente qui tra voi! Quest’oggi tocca ad uno degli scrittori più talentuosi di sempre, uno dei miei scrittori preferiti: GUILLAUME MUSSO. Oggi tocca alla sua ultima fatica, un thriller romantico degno di nota.

“Ci sono prove che non si superano mai del tutto, alle quali però si sopravvive malgrado tutto.”

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Aspettavo Central Park sin dalla sua uscita francese, quindi immaginate le mie aspettative (ALTISSIME). Mi pronuncio da ora? Be’ posso assicurarvi che le mie aspettative non sono state per niente deluse. Ma partiamo con la trama:

New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.

Ora sapete a grandi linee cosa vi aspetta, ragion per cui ora tocca a me parlarne.
Central Park è senza dubbio una delle migliori opere dell’autore (insieme a La ragazza di carta ed Aspettando domani), un libro ricco di colpi di scena, misteriosi segreti, e tanta tanta azione. Ho letteralmente adorato questo romanzo fin dalle prime pagine, che ho divorato nella metro milanese, andando e tornando dal mio corso di formazione. A causa della sua trama travolgente, più e più volte stavo finendo investito, perché non riuscivo a staccarmi neppure per un minuto dal libro. Ma son certo che vi interessi poco la mia incolumità. Tornando al libro, bisogna sottolinearne in primo luogo la scorrevolezza: 300 pagine che ti incantano e ti prendono, costringendoti a leggerle tutte d’un fiato (l’avrei fatto, se non avessi dovuto fare da babysitter al mio nipotino per ben due sere). Secondo pregio che possiede questo romanzo è lo stile: azione, mistero ed adrenalina si alternano in una fantastica giostra fatta di parole e immagini vivide (più e più volte ti sembra di essere lì, accanto ai due protagonisti). E’ proprio questo realismo, che a tratti si alterna con la fantasia (seppur misera, considerando i precedenti romanzi di Musso), che rende questo romanzo degno di nota. Gli scenari sono così vivi, così veri, così come anche le emozioni che provano i due protagonisti, in particolar modo lei, Alice. Due protagonisti misteriosi e enigmatici, due persone tanto ammalianti quanto pericolose e complicate, due protagonisti con gli attributi. Alice mi è piaciuta tanto quanto Billie in La Ragazza di Carta (che rientra sempre tra le mie ragazze ideali da romanzo): ella è testarda ed impulsiva, ma allo stesso tempo coraggiosa e pronta a tutto. E’ una donna con una forte forza di volontà, nonostante tutto. Una donna pronta a riscattarsi. Se Alice mi è piaciuta, Gabriel l’ho letteralmente adorato! Misterioso, geniale, e allo stesso tempo un po’ bugiardo, un protagonista che non sembra tanto un eroe…anzi! Anche egli, quanto Alice, è tremendamente complicato, ma è proprio questo aspetto che lo rende speciale.
Un libro così, composto da una trama geniale e per nulla banale (non esistono certezze in questo libro, ve lo dico da ora), che segue una coppia di protagonisti misteriosi tanto quanto la storia che gli ruota attorno, un libro fatto di scenari fantastici e nitidi, irto di pericoli e costellato da tanti tanti misteri, saprà senza ombra di dubbio incantarvi, anche se non siete amanti del genere thriller/mistery.


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Titolo: Central Park Data di Pubblicazione: 17 settembre 2015 Casa Editrice: Bompiani Autore: Guillaume Musso Prezzo Cartaceo: 18,00 Pagine: 300

Be’ prima di lasciarvi però, vi consiglio di leggere le ultime tre pagine con attenzione, perché sono il coronamento dell’intera storia: tre pagine ricche di sentimenti e di emozioni.

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35 pensieri su “Libri, Letture e (L)ecensioni: Central Park di Guillaume Musso

  1. I ricordi che non si vogliono perdere sono o un’assoluta felicità o un dolore assoluto.
    Scelgo il secondo, quindi la morte di mia madre, il giorno prima per l’esattezza.

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  2. Ciao! Beh, non ho mai letto nulla di Musso, ma è un autore che mi ha sempre ispirata. Forse questa sarà la volta buona 🙂
    I ricordi che non vorrei mai perdere sono quelli legati a qualcuno che non c’è più.. Spero di non dimenticare mai come mi faceva ridere, i consigli che mi dava e il modo divertente che aveva di commentare ogni cosa. La mia mail è fricccatcat@gmail.com! Partecipo e condivido sui social, a presto! 😉

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  3. Il ricordo che non vorrò mai perdere è quello di una dolce bimba che mi regala il suo braccialetto in un piccolo portagioie, recuperato chissà dove, così senza condizioni e pretese… e del grande abbraccio che le ho dato subito dopo: la purezza di un bambino. 🙂

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  4. In generale non vorrei dimenticare nulla, perché ogni piccola parte del mio passato e dei mei ricordi ha costruito quella che sono oggi. Però quelli più preziosi sono legati ai miei nonni, che per me sono stati come genitori, se dovessi perdere anche solo un ricordo legato a loro mi sentirei di perdere un pezzo di me. E poi mi mancano e i ricordi sono il modo migliore per sentirli ancora vicini

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  5. Il ricordo che non vorrei mai perdere è legato al giorno in cui sono tornata a casa dall’ospedale a 7 anni. Ho passato mesi via da casa per un’operazione complessa e quando sono rientrata con i miei, ho trovato la casa cosparsa di palloncini gonfiati da mia sorella e mio fratello per festeggiare il mio rientro.
    È uno dei ricordi più felici che ho 😊

    (anche se non dovessi vincere, comprerò sicuramente questo libro! Mi ha incuriosita troppo)

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  6. QUAL È IL RICORDO CHE NON VORRESTE MAI PERDERE?
    Ti voglio bene assai, la voce di mia madre che ha 88 anni e non parla piu’ . Adesso lo dice con gli occhi. Gli occhi di sempre. Ti voglio bene assai………..ti voglio bene assai ………ti voglio bene assai. Anch’ io mamma.

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  7. QUAL È IL RICORDO CHE NON VORRESTE MAI PERDERE?
    I ricordi legati alle scuole superiori. Credo siano stati gli anni più belli,spensierati e divertenti. INDIMENTICABILI! Le prime amicizie,i primi amori,le false giustificazioni,le lunghe attese alla fermata dell’autobus (il misterioso A8,spero per voi che non lo dobbiate mai prendere qualora vi trovaste in giro per Napoli ,non si faceva mai vivo)e poi… i primi Brufoli…che incubo!
    Una delle lezioni che terrò sempre a mente è quella del mio prof. di Figura “Claudio Verde”,che ci rammentava sempre «Non si disegna con la matita, bensì con gli occhi e la mente,bisogna innamorarsi di ciò che si disegna » continuando… «7 secondi per osservare e 3 per disegnare.»Un Maestro!
    Ricordo un episodio divertente.Rido! Un giorno durante l’ora di letteratura l’insegnante si accingeva ad interrogare una mia amica su “I Malavoglia di Verga”(ricordo come se fosse ora),non fece in tempo in quanto l’interpellata,seduta di fianco a me iniziò a tremare manifestando di avere delle visioni,esclamando:«Vedo delle cose ,vedo tutto sottosopra,non ci vedo più. » Si ebbe proprio delle visioni… Fu una scena comicissima degna da Oscar. Non a caso le piaceva il mondo del teatro. Ovviamente scoppiai a ridere come il resto della classe. Infondo la scuola è una parte della nostra vita e col tempo si finisce per affezionarsi. Si sa,c’è sempre un po’ di tristezza nelle cose che finiscono. Il tempo non torna indietro(magari esistesse il veicolo per viaggiare nel tempo usato da Doc) ma rimangono i ricordi,belli o brutti che siano a farci rivivere quei momenti di cui non saranno assolutamente dimenticati.
    Ed è questo ciò che non vorrei mai dimenticare,insieme ovviamente ai ricordi delle persone a me più care. Senza di “loro” non sarei nulla!

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  8. Partecipo volentieri, il libro sembra davvero bello e la tua recensione mi ha più che convinto, se non dovessi vincere la copia la metto sicuramente in wish list.
    I ricordi che non vorrei mai perdere sono quelli della mia prima infanzia, fino ai 7 anni per la precisione, quando la mia famiglia, genitori e parenti compresi erano ancora uniti e sembrava non esistessero problemi, i capodanni a giocare a carte fino a tardi, i pomeriggi nel cortile di casa con mio nonno nel tentativo decisamente fallito di imparare a pattinare o a impagliare seggioline, i fine settimana al parco con mio padre in bicicletta o la sera quando lo aspettavo alla finestra e quando arrivava in motorino salivo con lui e mi portava a fare il giro dell’isolato, le mattine passate con mia madre a far finta di aiutarla con le faccende di casa o i pomeriggi a “uncinettare” insieme.

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  9. La domanda mi ha fatto riflettere sulla scelta non poco… Se mi avessi chiesto quali sono i ricordi, al plurale, che non vorrei mai perdere ne avrei avuti molti da elencare, di belli, di brutti, di intensi o di quelli semplicemente inaspettati, nel bene e nel male, ai quali non essendo preparati spesso colpiscono e condizionano particolarmente. Sceglierne uno soltanto, davvero non saprei (ma io effettivamente ho problemi a scegliere anche un libro preferito in assoluto piuttosto che un film…). Per lo più mi sovvengono ricordi dove sono in compagnia di altri e non da sola, ma alla fine ho deciso allora di citare quello che mi ha attraversato la mente qualche mese fa in un attimo di spavento in cui pensavo sarei potuta morire (poi non è successo nulla di grave), il famigerato momento in cui rivivi in una frazione di secondo tutta la tua vita… in realtà è quasi più una rapidissima sequenza di immagini: io da piccola portata a cavalcioni sulle spalle da mio nonno mentre scende le scale, come era solito fare per portarmi giù a pranzare, una corsa in un prato e il viso del mio fidanzato che sorride. Probabilente sono questi i ricordi impressi nel subconscio che non voglio scordare dal cuore otre che dimenticare dalla mente.

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  10. Il ricordo che non vorrei mai perdere è sicuramente quello dei miei nonni. La memoria mi porta a brevi attimi di felicità, che tuttavia dureranno per sempre avendoli vissuti con loro. Penso all’estate in Puglia quando, ancora molto giovane, vidi mia nonna scendere dal treno che prese per raggiungerci. Ovviamente preso dalla felicità corsi da lei in lacrime per la commozione. Che frignone!!
    Grazie Luigi per l’ opportunità di vincere una copia del libro !

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  11. Non vorrei mai dimenticare l’esatto istante in cui ho capito che mi ero innamorata seriamente. Quel frangente in cui lui per puro caso ha posato la testa sulla mia spalla, solo per stare più comodo, ed io sono esplosa internamente.
    Mi sono sentita estraniata ed ho pensato: ecco una di quelle scene da film ricche di sensazioni descritte nei minimi particolari… quasi come se mi stessi innamorando.
    E poi ho realizzato che era appena successo.
    Non voglio dimenticarlo.

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