Libri, Letture e (L)ecensioni: La Custode del miele e delle api di Cristina Caboni

Ed ecco che finalmente è giunto il momento per me di parlare di questo fantastico e meraviglioso libro. Era da un po’ che volevo parlarne, ma un libro del genere meritava una settimana a tema, ed ecco com’è nata la settimana della dolcezza.

“Una gioia condivisa diventa di tutti. Il dolore segue la stessa strada.”

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TRAMA

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angeli­ca sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’iso­la spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo.
Ma adesso il destino ha deciso di darle un’al­tra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da porta­re a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.

Questo è senza dubbio un libro speciale, bisogna dirlo sin da subito. E’ un libro composto da storie incantevoli, che raccontano l’amore per la vita ed il mondo che la accoglie. Un romanzo che tratta un tema profondo e intenso, narrato attraverso le “dolci” vicende di Angelica Senes, una protagonista contraddistinta da una bontà immensa e senza pari. Una donna coraggiosa e allo stesso tempo testarda, che non ha certo paura di dover fare i conti con il proprio passato (be’ forse inizialmente sì): un passato costellato di dispiaceri e delusioni. Angelica non ha una casa, né un luogo che possa ritenere tale, non ha radici, perché in un certo senso le sono state estirpate con forza. Nonostante tutto però ella ama profondamente il mondo, e la natura che vive e prospera in esso.
Il tema centrale di questa storia, la storia di Angelica, è un tema antico ed allo stesso tempo prezioso, che può essere riassunto attraverso un’unica parola: DONNA. L’autrice riesce a parlarne in modo impeccabile, riesce a parlare delle donne, del loro coraggio, e della loro forza di volontà, in modo semplice ma allo stesso tempo unico e speciale, attraverso una storia altrettanto semplice, e ricca di dolcezza: quella dolcezza che caratterizza ogni singola goccia di miele.
Se da un lato questo romanzo parla di un forte e profondo legame tra donne, una sorellanza, dall’altro esso narra la storia di un luogo, magico e nostalgico, incantato ed incontaminato: la Sardegna. Viene descritta una terra fatta di tradizioni indelebili, e leggende indimenticabili, al quale viene affidato un compito importantissimo. Il luogo assume un’importanza vitale, senza di esso la storia di Angelica non esisterebbe, non sarebbe la stessa, lei non sarebbe la stessa.
Questa storia incantevole, che riesce ad arrivare dritta al cuore, è accompagnata dalla presenza altrettanto importante di un cast di personaggi a dir poco incredibili, composto perlopiù da donne meravigliose ed instancabili, che si distinguono tra loro per i caratteri diversi, ma accomunate allo stesso tempo da una grande ed inarrestabile forza di volontà. Tra tutte loro, ce ne sono state alcune che (per me) hanno “brillato” più delle altre: Memma, dal carattere forte e impulsivo, una matrona irriverente che non le manda certo a dire; Pina e Gigliola, delle quali ho apprezzato l’umiltà e la magia racchiusa nelle loro mani, due donne dalle tasche vuote, ma ricche di voglia di vivere; ed infine lei: Jaja, un personaggio che incarna totalmente la magnificenza delle donne. Durante tutto l’arco narrativo è stato bello fare la sua conoscenza, scoprire aspetti relativa alla sua figura sempre nuovi e sorprendenti. Accanto alle donne ci sono però degli uomini non altrettanto “forti”, decisamente non all’altezza delle loro “compagne d’avventura”. C’è Nicola, che è forse quello più coraggioso, che affronta (seppur lentamente) un percorso tortuoso che porta verso la maturità; c’è Giuseppe che percorre quello stesso cammino, ancora più lentamente, a causa del peso di sogni che gli fanno non poca paura; e infine Claudio, che invece rimane impantanato in delle “ambizioni” che non sono proprio le sue, ma piuttosto un lascito, quello del padre. Nonostante Claudio sia “quello ostile”, è un altro personaggio ad avermi davvero infastidito: Mirta.

Ma cos’è che ha reso speciale la lettura di questo romanzo? Cos’è che l’ha reso una lettura diversa? Semplice, l’autrice. Il merito va tutto alla sua bravura, e alla sua stesura poetica, incantevole, e magica. Una scrittura attenta e scrupolosa, dettagliata e precisa. Tramite questo suo dono, e attraverso i suoi passaggi a dir poco incantevoli, è possibile vivere la Sardegna: ascoltarne le melodie che ha da offrire la natura, percepirne gli odori, e ammirarne i paesaggi.
Non sono mai stato in Sardegna, ma in seguito alla lettura di questo romanzo ho percepito una strana nostalgia, come se conoscessi da sempre questo luogo incantato.


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Titolo: La custode del miele e delle api Data di pubblicazione: 17 settembre 2015 Casa editrice: Garzanti Editore Autrice: Cristina Caboni Prezzo cartaceo: 16,40 € Pagine: 360

Ci sarebbero tante altre cose da dire su questo romanzo, altre cose da raccontare, altre emozioni da descrivere, ma così finirei solo per rovinarvi una lettura assai speciale. Sta a voi farmi quindi sapere cosa ne pensate di questo romanzo, a voi l’ultima parola! Come di consueto vi lascio il link alla recensione di Devilishly. See you soon! -Lewis

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2 pensieri su “Libri, Letture e (L)ecensioni: La Custode del miele e delle api di Cristina Caboni

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