Voci dal Romanzo: Intervista a Lance Rubin ed al suo Deathdate

Buon martedì miei giovani avventurieri! Avevo da parte questa recensione da un po’, ed aspettavo solo la settimana giusta per pubblicarla. Be’ quella settimana è arrivata! DATE IL BENVENUTO SU EVERPOP AL MITICO LANCE RUBIN!

DEATHDATE

deathSINOSSI

Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma – escluso il pessimo tempismo – nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo… e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore – la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento – ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l’uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D’un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d’uscita. Dalla straordinaria penna di Lance Rubin, il primo romanzo di una nuova serie distopica. Una lettura brillante, irriverente e provocatoria. Una storia che vi lascerà con il fiato sospeso e che metterà in dubbio tutte le vostre certezze.

L’INTERVISTA

Lewis: Benvenuto su Everpop Lance, è un immenso onore per me poterti! Volevo prima di tutto farti i miei complimenti per Deathdate che ho amato, e letto in mezza giornata. Ma ora passiamo alle domande.
Lance: Prima di rispondere alle domande voglio dirti GRAZIE! Anche per me è un piacere conoscerti! Meno di mezza giornata? Incredibile!
Lewis: La storia di Deathdate ruota attorno alla morte di Denton Little, com’è nata questa idea?
Lance: Il mio romanzo, come sai, è ambientato in un mondo dove quasi tutti conoscono il giorno in cui moriranno. Questa Idea mi è venuta perché penso molto al tempo. Rifletto costantemente sulle date del passato, sulle tappe fondamentali della mia vita, su come io sia cambiato con il passare del tempo. Un giorno mi venne in mente: “E se potessi conoscere in anticipo la data esatta della mia morte?”. Subito dopo pensai: “E se tutti potessero conoscere il giorno in cui moriranno?”. Fui immediatamente affascinato da questa idea. Come cambierebbe la vita delle persone? Cambierebbe qualcosa oppure no? Questa semplice premessa è diventata la base del mio romanzo, in cui seguiamo un diciassettenne, Denton Little appunto, che sta per vivere il suo ultimo giorno di vita.
Lewis: In Deathdate quasi tutti conoscono la data della loro morte, a te piacerebbe? (A me piacerebbe)
Lance: Amo ascoltare le persone che dicono di volerlo sapere. Se ti stessi intervistando io, ti chiederei immediatamente il perché. Ma ahimè sei tu che stai intervistando me, perciò possiamo discuterne qualche altra volta. In realtà sono ritornato molte volte su questa domanda, nello scrivere il libro, alla fine ho deciso che NON mi piacerebbe saperlo. Anche se sarebbe vantaggioso saperlo, per pianificare la mia vita, penso però che mi renderebbe piuttosto ansioso. Costantemente. Perciò preferisco non saperlo.
Lewis: Che dite? Rispondo alla domanda di Lance? Mi sembra ovvio! A me piacerebbe molto conoscere quella data, perché saperlo mi permetterebbe di fare tante altre cose che in questo momento non farei. Fare bungee jumping ad esempio, o tuffarmi da un altura. Mi darei all’avventura insomma.
Lewis: E’ il tuo Deathdate, cosa faresti? Ti comporteresti come Denton?
Lance: Ah, dal momento che ho il doppio dell’età di Denton, non penso che sarebbe l’ideale comportarmi come lui. Se invece avessi ancora 17 anni? Di sicuro, mi ci potrei vedere perfettamente ad agire come Denton. Penso che adesso la mia massima priorità nel giorno di morte sarebbe quella di trascorrere dei bei momenti con la mia famiglia, in particolare con mia moglie e mio figlio di un anno. Sarei felice di trascorrere una parte della giornata sulla spiaggia a guardare l’oceano. Mi piacerebbe inoltre che il giorno della mia morte includesse qualche gioco. Magari Catchphrase o Balderdash. 
Lewis:La morte è un tema sul quale si parla poco nella vita reale, e tanto nei libri, com’è il tuo rapporto con questo tema?
Lance: Penso che tu abbia ragione a dire che la morte è un argomento insolito nella vita reale, e credo che parte del mio scrivere questo libro sia una risposta a ciò. Ho il terrore di morire come tutti, ma amo molto l’idea di essere in grado di parlarne più apertamente e tenerlo a mente quotidianamente. So che suona macabro, ma ogni volta che consapevolmente ricordo che morirò prima o poi, e che anche le persone che amo lo faranno, questo mi rende così dannatamente riconoscente riguardo al fatto che io sia qui, e che proprio adesso riesca ad essere con quelle persone. Pensare alla morte mi rende così felice riguardo all’essere vivo.
Lewis: Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione di Denton e gli altri personaggi? C’è qualcosa di te in Denton?
Lance: Direi che gran parte dei personaggi è un miscuglio di persone che conosco, e che gran parte della storia è un miscuglio di realtà ed immaginazione. Tuttavia c’è MOLTO di me in Denton. Mentre scrivevo pensavo sempre: “Come avrei reagito se ciò fosse accaduto a me quando avevo 17 anni?”. Inoltre il personaggi di Paolo è fortemente ispirato ad uno dei miei migliori amici: Ray Munoz. Per anni noi due abbiamo scritto, e ci siamo esibiti per uno spettacolo comico chiamato “The Lance and Ray Show” (puoi vedere alcuni dei nostri show QUI), e adesso facciamo un PODCAST insieme. Se dai un’occhiata a quella roba, penso che ti ricorderà molto la dinamica tra Denton e Paolo.
Lewis: Questo è decisamente il mio preferito:

Lewis:C’è una scena all’interno del romanzo che avresti preferito eliminare?
Lance: Come sai, ci sono stati così tanti momenti e scene che già furono eliminati o cambiati durante il processo di riscrittura (compresa QUESTA LUNGHISSIMA SEQUENZA DI UN SOGNO) perciò adesso sono davvero felice del romanzo, e non penso che eliminerei o cambierei qualcos’altro. (Chiedimelo di nuovo tra 10 anni. La risposta potrebbe essere diversa.)
Lewis: Questa parte mi ha fatto morir dal ridere:

Do squirrels have sex?

Yeah, right? They must. Do I have a squirrel penis

Lewis: Prima di essere scrittore devi senz’altro essere un grande lettore, Quali sono stati i tuoi libri per ragazzi preferiti? Ti sono serviti, in qualche modo, quando hai iniziato iniziato a scrivere Deathdate?
Lance: Ho sempre amato leggere e mi sono sentito profondamente legato ai miei libri fin da piccolo. Quando avevo tre anni, infatti, dormivo con i miei libri perchè volevo che nessuno li prendesse. Tra i libri che ho veramente amato c’è la serie “Pee-Wee Scouts” di Judy Delton, la serie “My teacher is an Alien” (che mi ha aperto gli occhi su una narrazione da molteplici punti di vista), e tutti quelli di Roald Dahl, in particolare The Twits e The BFG. Anche “Stinky Cheese Man and Other Fairly Stupid Tales” di Jon Scieszka e Lane Smith mi ha stregato con il suo stravolgimento delle convenzioni narrative e la sua capacità di farmi morire dal ridere. Tutti questi libri sono stati di ispirazione per la stesura di Deathdate, perlopiù in maniera subconscia, in quanto sono storie umane in cui ci si può immedesimare e quando erano intessute di elementi fantastici (come alieni o giganti) hanno sempre mantenuto abbastanza credibili le cose. (Anche Harry Potter e Buffy l’ammazzavampiri hanno ispirato molto la scrittura di Deathdate ma non ho letto/visto queste cose che nella mia tarda adolescenza)
Lewis:Io sono un tuo follower sui diversi social, e ho notato che (come me) sei un gran appassionato di film, fumetti e videogames. Sei un Nerd/Geek?
Lance: Assolutamente
Lewis: Ho scordato di chiedere quale fosse il suo fumetto preferito….
Lewis: Quali sono i tuoi autori e libri preferiti? E quali (oltre al tuo) consiglieresti ai lettori italiani?
Lance:  Amo la saga di “Harry Potter” di JK Rowling, che è una scelta ovvia, ma devo dirlo perchè è magnifica ed altamente influente. Amo anche Stephen King. “The Green Mile”, “Hearts in Atlantis”, e “11/22/63” sono alcuni dei miei preferiti, ma ne ha così tanti di stupendi. Michael Chabon è un altro dei miei scrittori preferiti; è come un mago della parola. Se non hai letto “The amazing adventures of Kavalier and Clay” dovresti rimediare subito. Recentemente leggo molti YA/MG, e alcuni dei miei ultimi preferiti che tutti dovrebbero leggere sono: “Tyrell” di Coe Both, “Why we broke up” di Daniel Handler, “Simon Vs. The Homo Sapiens Agenda” di Becky Albertalli, “Grasshopper Jungle” di Andrew Smith, “Gabi, A Girl in Pieces” di Isabel Quintero, “Everything, everything” di Nicola Yoon, “Mosquitoland” di David Arnold, “The wrong side of Right” di Jenn Marie Thorne, e “Better Nate Than Ever” di Tim Federle.
Lewis: Hai progetti per il futuro? Puoi rivelarci qualcosa?
Lance: Sì! C’è un sequel per Deathdate, attualmente intitolato (negli Stati Uniti) Denton Little’s Birthdate, che dovrebbe uscire l’anno prossimo all’incirca. Quel libro conclude la storia di Denton Little. Sto anche lavorando alla prima bozza di un romanzo YA nuovo di zecca. Non posso dire molto in questa fase, ma ha una protagonista, il che costituisce un bel cambio di rotta da Denton.
Lewis: Ovviamente saranno miei entrambi!

Lewis: Prima di salutarci…E’ l’ora della citazione! Mi diresti qual è la frase preferita del tuo libro?
LanceNessuno me l’ha mai chiesto prima d’ora! Domanda divertente. Onestamente non lo so. Mi è difficile pensare alla mia scrittura in questo modo. Ma ti dirò, mi piace molto quando all’inizio del libro Taryn, la fidanzata di Denton, gli dice: “Vorrei almeno che ce la facessi per il ballo di fine anno.” Lui sta per morire, e lei sta pensando al ballo scolastico . E’ qualcosa di così oscuro, eppure penso sia molto divertente.
Lewis: Ti ringrazio infinitamente a nome di tutti i tuoi fan italiani. Mi hai reso felicissimo! Non vedo l’ora di poter leggere il seguito di Deathdate: Birthdate (che spero esca presto in Italia). Grazie ancora per averci dedicato parte del tuo tempo.
Lance: Davvero il piacere è mio, Luigi! Grazie per le parole gentili e le fantastiche domande. E grazie a tutti i lettori italiani! Mi avete reso felicissimo con tutti i vostri bei messaggi su Twitter e Instagram.

L’intervista è giunta al termine (se ancora non avete letto la recensione cliccate QUI)! CE L’HO FATTA! E’ stato bellissimo poter parlare con Lance, saperne di più su Deathdate, e anche su di lui. Spero che prima o poi possa nuovamente tornare su Everpop, perché è un adoro! Lance sei un mito!
Ora tocca a voi! Fatevi sentire! C’è qualcosa che avreste voluto chiedergli? Commentate ed io riferirò. See you soon! -Lewis

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8 pensieri su “Voci dal Romanzo: Intervista a Lance Rubin ed al suo Deathdate

  1. Lance è un mito.Lo adoro! Lui,hai spaccato con quest’intervista.Sappilo!
    Sinceramente,il solo pensiero di poter sapere la data della mia morte,sapere di avere i giorni contati mi spaventerebbe.Quindi …Anche NO! A Napoli si dice:”A Vita È Nu Muorz!” Mi godo la vita giorno per giorno.

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