Voci dal Romanzo: Intervista a Federica Lippi co-autrice di Keep Calm e Guarda un Film

Terza intervista in casa Everpop! Questa volta tocca alla simpaticissima Federica Lippi, che ha saputo farci ridere e divertire con i suoi consigli cinematografici all’interno di Keep Calm e Guarda un Film (la recensione QUI). Siete curiosi di conoscerla? (Si parlerà anche di fumetti).

KEEP CALM E GUARDA UN FILM

71xHjMZ-d4L._SL1500_Sinossi

Quante volte la scena di un film riesce a raccontare un nostro stato d’animo? E in quante occasioni una citazione detta al momento giusto risolve o ridimensiona quei grandi e piccoli dilemmi quotidiani che ci perseguitano? Questo è il primo libro dedicato alla Settima Arte che, di recensione in recensione, diventa un agile manuale di cine-terapia. Per superare lo stress da ufficio o una crisi di coppia, affrontare l’attesa del principe azzurro o vincere una fobia che ti paralizza: qualunque sia la situazione da fronteggiare qui troverai il rimedio giusto! 101 pellicole scelte tra famosi capolavori, cult di ogni epoca e chicche da cinefili che ci ricordano che ogni problema può avere un lieto fine. Dopotutto… domani è un altro giorno!

L’INTERVISTA

Lewis: Benvenuta Federica! E’ un potere poterti ospitare in questa dimora fondata su libri, fumetti , film e telefilm. Sei pronta a questa IntervistaPOP?

Federica: Prontissima!


Lewis:
Com’è nato il libro Keep Calm e Guarda un Film?

FedericaÈ nato grazie a Sebastiano, mio amico e socio in questo progetto, che mi ha chiesto di scriverlo a quattro mani. Lui lavora come art director per la casa editrice Newton Compton e sapeva che stavano preparando una collana di manuali “Keep calm” tra il serio e il faceto, su argomenti di vario tipo. Siccome siamo entrambi maniacalmente fissati con il cinema, ha pensato di proporre un titolo del genere e l’editore (anch’egli cinefilo, va detto) ha accettato con entusiasmo. Io ovviamente ho risposto sì appena me l’ha chiesto, cosa poteva esserci di più divertente?

 

Lewis: Com’è stato lavorare ad un libro a “quattro mani” insieme ad una persona come Sebastiano?

Federica: Per caso lo conosci? No, perché sembra che tu sappia che è una persona impossibile sotto certi punti di vista!  Ma per fortuna la nostra amicizia è di base fondata proprio sul cinema, visto che ne parliamo molto spesso. Lavorare con lui è stato facile, ci siamo dovuti vedere solo un giorno per stilare la lista dei film da includere nel libro e spartirceli. Ovviamente la battaglia è stata lunga, i film in tutto sono 101 e ne abbiamo fatti 50 a testa più uno a quattro mani (scoprite voi quale!). Poi ognuno ha scritto i capitoli come e dove meglio credeva (in vacanza, a letto, al bar…) e infine, l’ultimo giorno utile, abbiamo consegnato tutto all’editor. La cosa per me più massacrante è stata scovare e correggere, insieme all’editor, i refusi di Sebastiano, che in quell’arte è un vero maestro. Io invece ne sono ossessionata e cerco di scrivere con la maggior cura possibile. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma naturalmente mi hanno già segnalato che qualche refuso c’è. ARGH!!
Lewis: 
Leggendo il libro pensavo fosse piuttosto preciso. Leggendo la tua risposta non ho potuto fare a meno di sorridere, e pensare a me ed Elisa (del blog Devilishly Stylish): io perennemente frettoloso, e lei che è sempre pronta a segnalarmi i refusi!

 

Lewis: Tra i film di cui parli all’interno del libro, ce n’è uno che ti rispecchia? C’è un capitolo che ti sei scritta su misura?

Federica: Più di uno! In parecchie delle mie recensioni c’è qualche aneddoto personale o qualche opinione non richiesta. In quella del Grande Lebowski parlo di come sarebbe bello avere un fidanzato come lui, in quella di Lolita racconto una mia cotta del liceo, in quella di Akira parlo di come mi abbia cambiato la vita. Essendo i film trattati quasi tutti molto famosi, abbiamo pensato che più della solita recensione critica fosse divertente parlarne come facciamo solitamente tra noi, raccontando aneddoti o curiosità. Speriamo abbia funzionato.
Lewis: 
Eccome se ha funzionato!

 

Lewis: Poiché qui su Everpop siamo molto molto curiosi, dicci, qual è il tuo film preferito, la tua pellicola del cuore? (Se non ne hai uno vale anche una Top 5, qui amiamo le Top 5)

Federica: È una domanda spinosissima ma, quando me lo chiedono, automaticamente rispondo Una vita al massimo (ovvero True Romance in originale), film del 1993 diretto da Tony Scott buon’anima e scritto da Tarantino. Ovviamente nel libro c’è. Se dovessi aggiungerne altri quattro direi (forse): Il Grande Freddo, Akira, Ritorno al Futuro, Il senso della vita dei Monty Python. Tutti presenti nel libro!

 

Lewis: Lavori nell’ambito della Cultura Giapponese, ed in campo cinematografico, dimmi un po’ quanto c’è di “Otaku” e “Nerd” in te? Ti senti tale?

Federica: Oddio… in realtà mi piace definirmi “ex nerd”! Lo ero senz’altro da ragazzina, ovvero molto prima che il concetto di “nerdiness” diventasse una cosa di moda e di cui vantarsi. Quando passavo i pomeriggi a leggere fumetti o a vedere film non ero affatto considerata un modello da emulare, anzi! Ma gli anni Novanta sono stati un decennio meraviglioso per chi era adolescente, perché sono arrivati in Italia i manga e le VHS in regalo con i quotidiani. Dovevi essere un pazzo per fare finta di niente. Quindi la mia formazione, se così si può chiamare, è stata senz’altro molto nerd. Poi però sono cresciuta e sono arrivati molti amici, università, viaggi, fidanzati, nuovi interessi. Oggi mi restano le grandi passioni di un tempo e una leggera inclinazione all’ossessione. Forse non si smette mai di essere nerd, ma si riesce a camuffarlo meglio!
Lewis: 
Ahimè ancora oggi mi sento dire “Alla tua età leggi ancora i fumetti”. Purtroppo (o per fortuna?) oggi il termine NERD ha perso del tutto il suo valore, ora si sentono tutti nerd!

 

Lewis: In molti (come me) ti ricordano come la Traduttrice di diversi manga (prima GP Publishing e ora Planet Manga), com’è lavorare alla traduzione di opere del genere?

Federica: Ecco, i manga sono stati forse la mia prima grande ossessione. Ho cominciato a leggerli a 13 anni e mi hanno cambiato la vita. Oggi non sarei come sono e non farei quello che faccio, se da ragazzina non avessi divorato montagne di fumetti. Arrivare a tradurli è stata un po’ la chiusura del cerchio, come dico sempre: da lettrice, a studentessa di giapponese, a traduttrice. È un lavoro magnifico e mi ritengo molto fortunata a poterlo fare, nonostante l’editoria al momento non sia decisamente un settore prospero.  Lavorare su un manga è bello se ami i fumetti, ma anche duro. I tempi sono molto stretti, il linguaggio spesso è ostico, le storie a volte sono brutte o noiose (ma vanno tradotte lo stesso!), i compensi sono bassi e bisogna macinare pagine a più non posso. Quello della traduttrice non è il mio unico lavoro, quindi posso permettermi di produrre un po’ meno di altri, ma comunque un paio di volumi al mese mi toccano. Sperando che siano belli!

 

Lewis: Ora però devi dircelo, quali sono i tuoi manga preferiti? Qual è quello che invece ti è piaciuto tradurre?

Federica: Il manga che mi ha cambiato la vita (a me, ma anche a molti altri della mia generazione) è Video Girl Ai. Poi amo moltissimo le opere di Ai Yazawa e di Mitsuru Adachi (su cui non a caso ho scritto una monografia). Un altro pilastro è senza dubbio Naoki Urasawa con il suo 20th Century Boys. Mi rendo conto che sono tutte storie ormai concluse, ma negli anni ho molto ridotto i miei acquisti e sono diventata sempre più esigente. Al momento leggo tutto quello che esce di Atsushi Kaneko, che è l’autore di Soil, un manga incredibilmente bello in corso di pubblicazione, che ho la fortuna di tradurre per Planet Manga. L’anno scorso ho tradotto Trouble is my business di Taniguchi e Sekikawa, ne vado abbastanza fiera perché linguisticamente è un fumetto davvero complesso e difficile, è stata una vera odissea.
Lewis: 
Quello di Taniguchi mi manca, ma dopo aver saputo che ci hai lavorato su, appena torno in fumetteria lo prendo!

 

Lewis: Molti tra i lettori di Everpop sognano di diventare Traduttori di manga proprio come te (mi hanno supplicato di chiedertelo), hai qualche suggerimento per loro?

Federica: Leggere manga è già un buon punto di partenza. Non si può tradurre un linguaggio che non si conosce. Anche imparare il giapponese potrebbe far comodo, ma è altrettanto importante avere un’ottima padronanza dell’italiano (questo vale per la professione di traduttore in generale). Conoscere bene la lingua di arrivo è fondamentale. La prassi poi è la stessa per tutti, ovvero mandare il CV e proporsi per una prova di traduzione. Aiuta senz’altro conoscere la linea editoriale delle varie case editrici, sapere se pubblicano più shonen o più shojo o più manga classici, conoscere gli autori, mostrarsi competenti sull’argomento. Non è facile, specie in un momento di crisi come questo, e serve una buona dose di fortuna, ma perseverare secondo me porta qualche risultato. Io ho cominciato nel 2007 traducendo qualche hentai per una casa editrice minore (e iniziare col porno è la cosa migliore, perché pensi: “Ok, dopo questo posso fare veramente qualsiasi cosa!”) e scrivendo articoletti di cultura pop per una testata Star Comics. Dopo un anno mi hanno proposto una prova di traduzione, perché sapevano che il mio obiettivo era quello, ed è andata bene.

 

Lewis: Hai in cantiere qualche nuovo progetto?

Federica: Uhm, al momento non direi. Ora penso solo ad andarmene per un weekend al Torino Film Festival e chiudermi in sala a vedere quattro film al giorno. Ovviamente con Sebastiano stiamo già fantasticando sul volume 2 di Keep Calm, e di farne poi una trilogia, ma chi lo sa! Intanto facciamo qualche presentazione in libreria e il mercoledì alle 19.30 abbiamo uno spazietto di dieci minuti sulla radio m2o, in cui parliamo di quali film vedere per risolvere i problemi che ci assillano. Ascoltateci e mandateci i vostri quesiti!
Lewis:
E a Napoli? Quando vi vedremo?

 

Lewis: Domandona finale. A tutti gli ospiti di Everpop viene sempre chiesta una cosa, una citazione! Stavolta tocca a te! Scegli il film, la battuta e facci sognare!

Federica: La prima che mi viene in mente, dopo una raffica di domande come questa è: Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola! Il film dovete scovarlo voi, però!

Lewis:Ti faccio i miei complimenti per un altro bel libro da te scritto, la monografia su Adachi, che spero mi autograferai se mai ci vedremo (insieme a Keep Calm e Guarda un film ovviamente!). Ti ringrazio infinitamente per la dolcezza e la disponibilità mostrata, ma soprattutto per il tempo che mi hai concesso. Spero di rivederti presto qui su Everpop!

Federica: Grazie a te e a tutti i lettori!


Federica è stata dolcissima, e ha risposto alle domande che alcuni di voi mi avevano chiesto di porle, quindi scatenatevi con i commenti! Spero che questa terza intervista sia stata di vostro gradimento, nell’attesa del prossimo ospite vi sauto, e vi do appuntamento al prossimo post! See you soon! -Lewis

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8 pensieri su “Voci dal Romanzo: Intervista a Federica Lippi co-autrice di Keep Calm e Guarda un Film

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