Anime in the Chest: Franco-pponesi

Una ad una le rubriche di Everpop stanno tornando attive, e mancava solo Anime in the Chest all’appello. Chiaramente le rubriche come questa, Strapazzami di Sigle, Toons in the Box, avranno una cadenza diversa da prima, perché i vecchi cartoni son quelli. Ma bando alle ciance, iniziamo questo nuovo episodio. Destinazione FRANCIA!

Partiamo con l’Anime più nuovo tra i tre:

Le Chevalier D’Eon

963844-lechevalierdeon_2.jpg

Ispirato al manga del duo Ubukata e Yumeji, pubblicato in patria dalla Kodansha, e in Italia dalla Star Comics, si ispira alla vita e le vicende (seppur in modo velato) di Charles D’Eon. L’Anime è creata da Tow Ubukata, e prodotta dallo studio Production I.G., e va per la prima volta in onda, in Giappone, nell’agosto del 2006. La singola serie, da 24 episodi, sbarca poi anche in Italia, grazie alla Yamato Video che la distribuisce, e va in onda dal luglio del 2010 su Man-ga (rete satellitare). Le vicende della serie ruotano attorno al ritrovamento di una bara nella Senna, contenente il corpo di Lia de Beaumont. D’Eon Beaumont, fratello minore della vittima, è un agente della polizia segreta che si occupa di casi di donne scomparse, e quando viene a scoprire della morte della sorella, si troverà costretto a percorrere una strada costellata pericolosa e tanto tanto misteriosa.

Il secondo Anime vi porterà a capire all’istante il terzo:

La stella della Senna – Il tulipano nero {Ra Senu no Hoshi}

816f0jAdm0L._SL1500_.jpg

Spade lucenti, cavalli al galoppo. Carri stridenti, qua e là qualche scoppio…..Devo smetterla con questa mania della canzoncina iniziale! Torniamo seri e parliamo di Il Tulipano Nero, la serie nata nel 1975, che scatenò un egregio successo, divenendo ben presto anche un manga, disegnato da Asuka Morimura, purtroppo interrotto in patria prima della sua conclusione. La serie animata nasce dalla collaborazione degli studios Unimax e Sunrise, ed il character design è di Akio Sugino (Rocky Joe – Jenny la tennista), e viene appunto messa in onda in Giappone, con i suoi trentanove episodi, nell’aprile del ’75 su Fuji TV. Ci impiega molto di più ad arrivare qui in Italia, poiché è solo nel 1984 che Italia 1 lo manda in onda. Nonostante in molti pensino che questa serie e Lady Oscar siano collegate tra loro, bisogna dissentire, perché l’unico tema che lega le due serie è appunto la rivoluzione francese. La Stella della Senna è a tutti gli effetti un anime per bambini, nonostante la protagonista sia un’adolescente. Tante sono le discrepanze e gli errori nella serie, ma tra tutte spicca il fatto che nonostante durante l’arco dei 39 episodi passino nove anni, nessuno dei protagonisti cresce, ne psicologicamente ne fisicamente. Ed ora la trama, per tutti quelli che non ricordano questo anime! La storia parla di Simone, figlia di due fiorai parigini, che un bel giorno viene avvicinata dal Conte De Vaudreuil, il quale decide di iniziarla all’arte della spada. Quello che Simone non sa è che i suoi veri genitori sono l’Imperatore Francesco I e una famosa cantante lirica. Da un giorno all’altro Simone si vedere portare via, a causa dei soprusi perpetuati dai nobili corrotti, prima i genitori, e poi il Conte stesso, che l’aveva presa con se, adottandola. Insieme al fratello adottivo Robert (dietro il cui volto si nasconde il Tulipano Nero), Simone decide di diventare la Stella della Senna, l’eroina mascherata che lotta contro l’ingiustizia sociale.

Il terzo anime non ha bisogno di presentazioni, no?

Lady Oscar – Le Rose di Versailles {Berusaiyu no bara}

Lady-Oscar.jpeg

Il cartone che parla della Francia per eccellenza! Dite la verità, quanti di voi conoscevano la rivoluzione francese ed i suoi protagonisti proprio grazie a questa serie? Scommetto tutti! L’anime di Lady Oscar nasce in seguito al successo stratosferico riscosso dal manga di Riyoko Ikeda, che a suo tempo si impose come vero e proprio capolavoro storico, si potrebbe infatti dire che questo è IL manga storico per eccellenza. Dopo il grande successo riscosso da questa opera cartacea, una trasposizione anime fu più che assicurata. Nacque infatti nell’ottobre del ’79 la serie animata, prodotta dallo studio Tokyo Movie Shinsha. La serie è composta da 40 episodi di 23 minuti l’uno, più uno speciale dalla durata doppia, mai trasmesso in Italia, intitolato La rosa di Versailles e le donne. Ma l’anime non andò bene quanto il manga (in Giappone), infatti in alcuni distretti la serie fu interrotta prima del finale. In Italia fu tutta un’altra storia! Lady Oscar (o Una Spada per Lady Oscar come in molti ricordano) venne trasmesso per la prima volta, su Italia 1, nel Marzo dell’82, e riscosse un successo unico! Grandi e piccini di tutta Italia attendevano con ansia gli episodi della serie, con le sue due diverse sigle (la seconda cantata da Cristina D’Avena). Poiché mi sembra scontato scrivere la trama (se non avete mai visto Lady Oscar avete avuto una brutta infanzia sappiatelo), vi parlo un po’ delle censure. La censura italiana stavolta andò ad incidere persino sui dialoghi, che vennero riscritti e reinventati, in particolar modo quelli riguardanti l’identità sessuale di Oscar. Lo so che ve lo siete chiesti almeno una volta nella vita: “Ma Lady Oscar è maschio o femmina?”. Nella versione originale lei viene chiamata Colonnello, o Signore, mentre qui in Italia semplicemente Madamigella (ohhh questo post si sposa proprio bene con i recenti fatti del Family Day). Grande lavoro di censura furono le scene iniziali con Oscar e Rosalie Lamorlière, la quale (nella serie originale) credendo che Oscar fosse un uomo, ha una cotta iniziale per il “Colonnello”. In Italia questa cotta venne trasformata in semplice ammirazione. Altro cambiamento sta nel personaggio di Nicole Olivier (la sosia di Maria Antonietta), che nella versione originale è una prostituta, mentre in quella italiana si “trasforma” in una semplice mendicante. Altra censurona (oh devono averci lavorato tanto negli studi Mediaset) riguarda il processo a Maria Antonietta: nella versione giapponese ella viene accusata di rapporti lesbici nei confronti di Oscar e la contessa di Polignac. In quella Italiana ha invece “semplicemente” compiuto “atti terribili ed imperdonabili”. Che dire, sarà stata dura lavorarci su!


Ed anche per oggi è tutto Everpoppini del mio coeur. Stavolta vi ho portati persino nella romantica Francia, che volete di più dalla vita? Vi ricordo che stavolta il massimo che potete fare è un 2/3 in caso contrario, ceci is the way!

À bientôt! -Louis

Advertisements

11 pensieri su “Anime in the Chest: Franco-pponesi

  1. Sono del 74 e di conseguenza son cresciuta con Lady Oscar e la sua meravigliosa sigla cantata da I Cavalieri del Re e per me come per molti della mia età sarà sempre e solo la vera sigla!!
    Ho amato Lady Oscar fin dalla prima puntata, tanto che ho tre tomi del manga in edizione speciale e naturalmente la serie di dvd completa in francese ^^ Ogni volta che si va a Parigi puntuali si passa per la caserma della Guardia Nazionale!!!
    La Stella della Senna non mi piaceva molto, la protagonista mi sta giusto un po’ antipatica però alla fine lo guardavo ^^
    Le Chevalier D’Eon mai sentito nominare, ma considerato che quando è sbarcato in Italia io oramai ero già cittadina belga son giustificata no? :p

    Mi piace

  2. Confermo: Stella della Senna e Lady Oscar visti e conosciuti! Solo come cartone però ^^
    Il primo invece no.. nada 😄
    Di lady Oscar entrambe le sigle mi son piaciute: una romantica e l’altra più battagliera.. però belle!
    Non mi piaceva Andres, ma quello è un altro discorso 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...