Voci dal Romanzo: Intervista a Lucrezia Scali

Buongiorno Everpopolo! Oggi torno ad intervistare un’autrice, ed è il momento di ospitare qui su Everpop colei che è ormai diventata (mi spiace per lei) una amica. L’autrice che in questi ultimi mesi sta facendo parlare tanto di se (e tutto in positivo). La giovane promessa della Newton Compton: LUCREZIA SCALI (che dopo questa presentazione mi dirà di certo Luigi mi hai fatto venire l’ansia).

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Mia ha trent’anni, un passato che preferisce non ricordare e una famiglia da cui cerca di tenersi alla larga. Meglio stare lontano dalle frecciatine della sorella e da una madre invadente che le organizza appuntamenti al buio… Di notte sogna il principe azzurro, ma la mattina si sveglia accanto a Bubu, un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo morbido. La sua passione sono gli animali e infatti, oltre a gestire una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino, Mia sta per realizzare un progetto a cui tiene moltissimo: restituire il sorriso ai bambini in ospedale attraverso la pet therapy. Il grande amore romantico, però, non sembra proprio voler arrivare nella sua vita. O almeno, così pensa Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un ragazzo sfuggente che si è appena trasferito a Torino dalla Puglia. Cupido sta finalmente per scagliare la sua freccia: riuscirà a colpire la persona giusta per il cuore di Mia?

INTERVISTA

Lewis: Prima di iniziare, partiamo con una sorta di presentazione difficilotta. Descrivici Te lo dico sottovoce con soli tre aggettivi!
Lucrezia: Per prima cosa: ciao Luigi e ciao a tutti i lettori del tuo blog. Iniziamo bene… allora: Delicato, romantico, positivo

Lewis: Il tuo è un romanzo dolce e romantico, la cui trama ruota attorno al tema della pet therapy. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo tema?
Lucrezia: In realtà tutto nasce dall’amore per gli animali. Se scavo tra i miei ricordi d’infanzia c’è sempre un animaletto al mio fianco e, anche se sono figlia unica, la sua presenza mi ha fatto sentire in qualche modo meno sola. So quanto amore possono donare e quanto la loro presenza può essere di aiuto, da qui l’idea di parlare della pet therapy.

Lewis: Le tue esperienze di vita ti hanno aiutato nella stesura di questo tuo primo romanzo? C’è qualche avvenimento in particolare al quale ti sei ispirata?
Lucrezia: In qualche modo sono stata facilitata dal mio percorso di studi e poi dall’amore che nutro verso gli animali. È facile parlare di qualcosa che conosci e ti fa star bene, diventa una cosa naturale e spontanea. Il romanzo è frutto di fantasia, soprattutto per gli avvenimenti, ma per il personaggio di Bubu mi sono ispirata alla realtà. Ogni scena dove lui è presente, in un modo o nell’altro, descrivo parti quotidiane della mia vita.

Lewis: Quanto c’è di te in Mia? Ha qualcosa la tua protagonista che può far pensare a te?
Lucrezia: Ci sono tante sfumature di Mia che parlano di me, in particolare il legame alla nonna, l’amore per gli animali, Bubu, la lettura, l’amore per la vita in generale. Però per tanti altri aspetti Mia è una donna più forte, più determinata, più positiva… e forse dovrei prendere esempio da lei.

Lewis: Quanto valore da, secondo te, l’Italia alla pratica della Pet Therapy? Se possedessi “il potere” giusto per fare qualcosa, cosa faresti in questo campo?
Lucrezia: Devo dire che nell’ultimo periodo le cose in Italia stanno cambiando e ci stiamo avvicinando di più alla pet therapy. Molti ospedali hanno dato il via al progetto e i cani ( e no solo) vengono usati per più scopi terapeutici, non dimentichiamoci che sono fondamentali anche in altri ambiti, come per aiutare le ricerche di superstiti dopo un terremoto, attentati, e nei salvataggi. Cosa farei? Tante cose. Cercherei di parlarne di più, di creare corsi gratuiti, di trovare  fondi per avviare dei progetti e dimostrare il valore della pet therapy.

Lewis: Diego o Alberto? Chi tra i due è il più affine a Lucrezia Scali?
Lucrezia: Diciamo che se la giocano a metà, forse con un 60% vince Diego. Alberto ha delle caratteristiche che apprezzo e che ricerco in un uomo, ma il carattere scherzoso di Diego e la battuta sempre pronta rispecchia un po’ di più il mio modo di essere.

Lewis: Molti autori italiani scelgono di ambientare i loro romanzi all’estero, perché sembra quasi che Parigi, NY, Londra abbiano più fascino delle mete italiane. Te lo dico sottovoce è invece ambientato a Torino, come mai questa scelta tutta all’italiana?
Lucrezia: Inizialmente pensavo di ambientarlo all’estero proprio per il motivo che mi hai appena detto, poi mi sono resa conto che era tutto sbagliato. Non credo che il risultato di un libro possa cambiare in base all’ambientazione, la città fa da sfondo alla storia e sono ben altri gli elementi che devono emergere e che fanno la differenza Anche in Italia esistono città e luoghi meravigliosi, e un conto se parlo di una città straniera in cui ho vissuto o che ho visitato e un conto se mi baso su foto o ricerche in internet. Il lettore lo percepisce.

Lewis: Sei una lettrice verace (questo lo so bene), e quindi la domanda risulta spontanea. Quali sono stati i Romance che più ti hanno ispirato? Quelli che più hai amato e porti nel cuore?
Lucrezia: In realtà io leggo di tutto e non solo romance. Non mi ispiro ad altri libri, anche perché c’è la fantasia di mezzo, ma credo che in qualche modo ogni scrittore è influenzato da quello che legge, che vive e che vede. Diciamo che amo molto la Higgins e la Dillon, autrici di romance che inseriscono sempre i cani nei loro romanzi.

Lewis: Qui su Everpop la domanda finale è sempre la stessa: “Qual è la frase che più hai amato scrivere? E’ l’ora dell’auto-citazione!”
Lucrezia:“Non serrare il tuo cuore, ascolta sempre gli altri e concedi loro seconde possibilità”, diceva mia nonna quando rientravo a casa afflitta da una delusione. “A volte gli occhi mentono e vogliono vedere solo quello che si impongono”


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