Libri a Tappe: Lei&Lui – Intervista a Marc Levy [TAPPA II]

E’ con immenso piacere, ONORE dire, che oggi condivido con voi la mia intervista al mio mito in assoluto, l’uomo che mi piacerebbe essere, l’uomo che mi piacerebbe poter emulare, l’unico scrittore che riesce a non deludermi mai! Oggi amici, condivido con voi la realizzazione di un sogno, POTER PARLARE CON IL PROPRIO MITO (FATTO!).

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SINOSSI

Lui è Paul Barton, americano, vive a Parigi da molti anni in attesa che il successo bussi alla sua porta: scrittore poco soddisfatto del proprio lavoro, ha raggiunto la popolarità solo nella Corea del Sud, dove ha conosciuto la sua traduttrice, cui lo unisce un complicato amore intermittente.
Lei è Mia, attrice inglese scappata a Parigi da un’amica che conosce il potere consolatorio della cucina: un rifugio sicuro per una donna delusa e schiacciata da una vita che non la soddisfa più.
Le strade di Paul e Mia si congiungono in maniera imprevista grazie ai rispettivi amici, che un po’ per gioco e un po’ per affetto li iscrivono a loro insaputa a un sito di incontri. Inizia un’amicizia a tinte colorate, sempre sul punto di trasformarsi pericolosamente in altro, costellata di episodi romantici, buffi ed esilaranti. Tra chiacchiere nei caffè e passeggiate nelle piazze di Montmartre, dove le atmosfere sprigionano tutta la loro magia, Paul guida Mia attraverso una Ville Lumière spesso poco conosciuta, alla scoperta di incantevoli angoli nascosti e inedite prospettive sulla città.

INTERVISTA

Salve Marc, è un piacere (immenso) per me poter ospitare su Everpop il mio eroe! Non credevo sarebbe mai stato possibile. Ti do il benvenuto e ti ringrazio a nome di tutti i tuoi lettori italiani. Iniziamo!

Lewis: Avendo letto ogni suo singolo romanzo posso partire con questa domanda. L’Amore, questo sentimento domina in ognuno dei tuoi romanzi, anche in quelli thriller e avventurosi. Quanto è importante per te questo sentimento?
Marc: Un grande grazie per aver letto tutti i miei romanzi. Per rispondere alla sua domanda mi ricordo di questa frase così bella di Cesar Aires “L’amore era un sentimento abbastanza forte da sconfiggere tutti gli ostacoli. Era solo un’ipotesi ma in amore un’ipotesi basta”. Secondo me le cose della vita non hanno alcun gusto se non contengono almeno un po’ d’amore. Sia che siamo scrittori, falegnami, infermieri, cuochi, e ad ogni modo qualunque sia la difficoltà del proprio lavoro, è bello solo se lo si fa con amore.

Lewis: Qual è per te, la gioia più grande dell’essere scrittore?
Marc: Essere libero di poter immaginare tutto, di poter rendere tutto possibile. Di potersi anche inventare degli amici, degli amori, delle avventure tremende. Da piccolo ero timido, e tuttora resto una persona riservata. La scrittura permette di adagiare sul foglio ciò che non si riesce a dire a voce alta.

Lewis: Cosa ti ha portato a diventare scrittore?
Marc: Tutto è cominciato quando, come molti padri, la sera raccontavo a mio figlio una storia, che inventavo man mano. Quando compì dieci anni, mi fece chiaramente capire che era più tentato da un buon cartone animato alla televisione, e dunque ho smesso di raccontare storie la sera e ho cominciato a scriverne un’altra, quella scritta all’uomo che diverrà un giorno. Mi sono messo a scrivere delle storie all’uomo che diventerà mio figlio, cercando semplicemente di condividere alcuni valori con lui. E poi ho scoperto nello scrivere una libertà di cui non sospettavo.

Lewis: In alcuni dei tuoi romanzi c’è una chiara impronta paranormale (vedi Se solo fosse vero o Sette giorni per l’eternità), come mai la scelta di introdurre qualcosa di sovrannaturale?
Marc: Perché trovo che niente sia più straordinario della vita. Non finisco di meravigliarmi. La vita ha più immaginazione di tutti gli autori del mondo. Allora mi capita di introdurre in qualche mio romanzo (non particolarmente spesso) degli elementi o delle situazioni straordinarie. Più spesso, per parlare di cose serie senza prendersi sul serio. Come per le mie letture, amo la libertà nella scrittura. Ho cercato, di romanzo in romanzo, di non arenarmi mai in un genere, di non raccontare mai due volte la stessa storia. A volte commedia, fantastico o altre volte, romanzi d’avventura o thriller, mi fa piacere alternare i registri. Avrei troppa paura di annoiarmi e annoiare coloro che hanno la generosità di leggermi. Allora esploro nuovi orizzonti in ciascun libro, e mi restano ancora molti territori da scoprire… Ma ci sono due punti in comune con tutti i miei romanzi: non sono contemplativi, tutti raccontano una storia e questa storia non ha nessun’altra ragion d’essere che quella di mettere in avanti i personaggi che la popolano.

Lewis: Quando scrivi, c’è qualcosa nella realtà da cui trai ispirazione? Ad esempio, ti sei ispirato a qualcuno di tua conoscenza per creare i tuoi svariati personaggi?
Marc: Sì, c’è stato “I figli della libertà” di cui tutti i personaggi sono veramente esistiti, e poi mia nonna ha ispirato molto la madre di Arthur nel mio primo romanzo. L’ispettore Pilguez è una caricatura di uno dei miei amici, è anche possibile che una donna abbia ispirato l’una o l’altra delle mie eroine. Tutte le idee che mi vengono le trovo sempre nelle cose della vita, e talvolta, esse nascono dalla lettura di un articolo. Nel romanzo “Lei e lui“, da poco uscito in Italia, non è impossibile che tu riesca a trovare delle somiglianze con il personaggio principale e… ti lascio scoprire.

Lewis: Parigi/USA sono spesso gli sfondi dei tuoi romanzi, quanto ami questi due luoghi? E come mai quasi sempre la scelta per l’ambientazione ricade su di essi?
Marc: Londra, Roma, Venezia, Istanbul, Russia, e in effetti anche Parigi e gli Stati Uniti. Le mie storie girano spesso il mondo, perché non credo che esse possano stabilirsi in un solo luogo, anche perché io sono un tipo piuttosto curioso riguardo questa cosa. E’ anche vero però che New York è l’ambientazione più frequente, ma forse perché ho vi vissuto per molti anni.

Lewis: Tra tutti i tuoi romanzi, qual è stato quello più semplice da scrivere, e quello più difficile? Qual è il tuo preferito?
Marc: Be’ bisogna dire che sono molto diversi gli uni con gli altri, alcuni richiedono più lavoro di altri. Commedie come “Amici miei, miei Amori”, e “Lei&Lui”, non richiedono un’accurata documentazione, o svariate ricerche come è successo con altri libri. Ma questo non significa che una commedia sia più semplice da scrivere, far ridere le persone non è mica semplice! Scrivere I figli della libertà invece è stato più complicato, emotivamente parlando. Il personaggio principale è in realtà mio padre. Scrivere e descrivere le torture che ha ha subito, la sua prigionia e la sua sofferenza, hanno reso la stesura della trama assai emotiva. Il primo giorno La prima stella della sera, hanno richiesto uno sforzo in più, perché i suoi personaggi erano molto più intelligenti di me: uno è un astrofisico e l’altra un’archeologa.

Lewis: Lauren (protagonista di se solo fosse vero) è una costante in quasi tutti i tuoi romanzi, la rivediamo spesso qua e là, come mai?
Marc: No dai, è presente in soli 4 romanzi su 17…ma continuo a coltivare per lei un amore speciale, dal momento che rimane l’eroina del mio primo romanzo.

Lewis: Qual è il protagonista dei tuoi romanzi che più ti assomiglia e preferisci? (Il mio senza dubbio Andrew Stilman) E qual è la coppia che preferisci di più? (Io amo Keira e Adrian)
Marc: Credo sia quello di “Lei&Lui”, ma è Daldry il mio preferito. Per quanto riguarda invece le coppie, opterei per Keira e Adrian, ma anche i protagonisti dei miei ultimi due romanzi.

Lewis: Nel mese di Marzo uscirà in Italia Lei e Lui, puoi descriverci questo romanzo con poche parole?
Marc: Paul è uno scrittore americano che vive a Parigi, Mia un’attrice inglese che si è nascosta a Parigi. Paul e Mia si incontrano per caso. Paul non riconosce Mia. Lei si sente sola, ed anche lui. Lui riesce a farla ridere, lei a liberarlo dai dubbi. Lei non vorrebbe innamorarsi, mentre lui non dovrebbe…

Lewis: Grazie ancora per il tuo prezioso tempo Marc, e per le tue risposte. Spero di poterti incontrare prima o poi. Au revoir!
Marc: Ti ringrazio, e spero di poterti incontrare un giorno. (ci sarebbe una seconda frase, ma per ora la tengo per me XP).


E’ stata un’emozione incredibile poter intervistare il proprio autore preferito, poterci parlare a tu per tu, e scoprire tante cose che avrei sempre voluto sapere! SONO EMOZIONATO! Ora fatevi sentire un po’ anche voi!

See you soon! -Lewis

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