Libri a Tappe: WOLF di Ryan Graudin IL BLOGTOUR-INTERATTIVO [Tappa 1: Incipit e Segnalibro]

Buongiorno popolo di Everpop! Stamane parte il primissimo Blog Tour interattivo del WEB! Il primo Blog Tour che vi permetterà di scaricare ad ogni tappa un gadget legato al mondo di WOLF! Stamane potrete iniziare scaricando il segnalibro di Yael (la protagonista), e successivamente tanti altri gadget, che vi mostrerò dopo il salto!

WOLF

WOLF

SINOSSI

È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque
lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…

INCIPIT

CAPITOLO 1

PRIMA
I NUMERI
AUTUNNO 1944

Cinquemila anime erano stipate nei vagoni, pigiate come bestiame. Il treno cigolava e si piegava sotto il loro peso, sofferente per via dei numerosi viaggi. (Cinquemila volte cinquemila. Ancora e ancora. Così tanti, così tanti.)
Non c’era spazio per sedersi, non c’era aria, niente da mangiare. Yael si appoggiò alla madre e agli estranei finché le fecero male le ginocchia (e poi per molto tempo ancora). Soffocava nella puzza di escrementi e beveva lunghe sorsate dai secchi d’acqua gelida che le guardie urlanti scaraventavano nel vagone. Laggiù, sotto i binari, un lamento pacato e ritmico ripeteva il suo nome: ya-el, ya-el, ya-el.
«Non dovrai stare in piedi ancora per molto, siamo quasi arrivate» continuava a ripeterle sua madre, accarezzandole i capelli.
Ma quasi arrivate non arrivava mai. Un giorno divenne due giorni, poi tre. Ore interminabili, un chilometro dopo l’altro, e lame di sole che si infilavano tra le assi malmesse del vagone e si posavano sui volti grigi dei passeggeri. Yael si aggrappava alla gonna di taffetà della mamma e cercava di non ascoltare il pianto. Singhiozzi così forti che il suo nome rischiava di affogarci dentro. Ma per quanto urlasse la sua tristezza, sotto Yael sentiva ancora quel sussurro. Ya-el, ya-el, ya-el. Costante, regolare, implacabile. Un segreto al di sotto di tutto.
Tre giorni così.
Ya-el, ya-el, ya-crrrr!
Fermi.
Nulla.
Poi si aprirono i portelloni.
«Scendete! Presto!» gridò un uomo – calvo, magro, con indosso una specie di pigiama – e continuò a gridare anche dopo che ebbero iniziato a scendere dal vagone. Gridava e gridava, e Yael si strinse spaventata alla madre.
«Presto! Presto!»
Tutt’intorno c’erano buio e luce. Notte e fari. L’aria era resa ancora più fredda dalle urla delle guardie, dal ringhio dei cani, dallo schiocco delle fruste.
«Gli uomini da una parte! Le donne dall’altra!»
Spingevano, sgomitavano, gridavano. Un mare di lana e piedi trascinati. Sembravano tutti sperduti… avanzavano e spingevano e piangevano e non sapevano. Le dita di Yael stringevano l’orlo del cappotto della mamma, più forti delle cuciture.
– PRESTO PRESTO MUOVITI – Una voce metallica dentro Yael lottava, spingeva, piangeva. – NON FARTI TRASCINARE VIA –
Andavano tutti nella stessa direzione. Via dalle fruste e dalle fauci dei cani. Verso un uomo che stava in piedi su una cassa di mele rovesciata, da dove scrutava la folla che si aggirava sulla banchina buia. Un riflettore illuminava la stoffa candida del suo camice da laboratorio, teneva le braccia aperte come un paio d’ali.
Sembrava un angelo.
Misurava e giudicava ogni volto che vedeva passare. Maschi e femmine. Giovani e vecchi. L’uomo in camice selezionava, setacciava, indicava le file a cui accodarsi.
«Troppo piccolo! Troppo malato! Troppo debole! Troppo basso! Troppo vecchio!» abbaiava, come fossero ingredienti di una strana ricetta, e scacciava con un gesto della mano i possessori di quelle sgradevoli caratteristiche. Quelli che approvava ricevevano un cenno secco del capo.
Quando vide Yael non abbaiò e non annuì. All’inizio strinse gli occhi: occhi acuti come quelli di un serpente, dietro le lenti degli occhiali.
Yael ricambiò lo sguardo. Anche i suoi occhi erano taglienti, affilati da tre giorni di paura e luci troppo intense. Le ginocchia le dolevano e tremavano, ma si sforzò di restare diritta. Non voleva essere troppo piccola, troppo debole, troppo bassa.
L’uomo scese dalla cassa e si incamminò verso la madre di Yael, che si addossò alla figlia come per farle scudo. Ma non c’era difesa possibile dallo sguardo di quell’uomo. Vedeva tutto: fissava Yael e sua madre come se fossero abiti da modificare. Prendeva le misure con gli occhi, immaginava il risultato dopo qualche ritocco, qualche imbastitura.
Anche Yael lo guardava, anche lei gli prendeva le misure. Da vicino l’uomo sembrava diverso. Fuori dai riflettori, circondato dalle ombre. (Sembravano particolarmente scure su di lui, come a compensare quella prima apparizione lucente.) Aveva anche un odore diverso. Pulito, ma no. Effluvi aspri, pungenti, che in seguito Yael avrebbe imparato ad associare alla varechina, al sangue, ai bisturi impietosi.
Quell’uomo non si occupava di annunci, benedizioni o miracoli.
Era un angelo di un altro tipo.
Le ginocchia di Yael dolevano, dolevano, dolevano. Gli occhi le bruciavano, si riempivano di lacrime. Lei restò in piedi e continuò a guardare, stringendo la gonna della mamma con dita tenaci.
L’uomo in camice bianco scoccò un’occhiata al soldato accanto a lui, intento a prendere appunti su una cartelletta. «Tieni questa bambina per l’Esperimento 85. È un progetto a lungo termine, quindi assegnale un alloggio nelle baracche dei detenuti. E assicurati che non la rapino a zero: avrò bisogno di qualche ciocca per i campioni.»
«Sì, dottor Geyer.» Il soldato agguantò la mano di Yael e tracciò due rapidi tratti di penna sulla pelle. La X che contrassegnava i sopravvissuti. «E la madre?»
L’uomo si strinse nelle spalle. «Sembra abbastanza robusta» fu tutto ciò che disse prima di risalire sulla cassa, nella luce che lo faceva sfavillare.

GADGET

La prima tappa del BT di Wolf vi permetterà di scaricare gratuitamente il Segnastorie, da me realizzato, dedicato a Yael, la bellissima e trasformista protagonista del romanzo. Per farlo vostro non dovrete far altro che cliccare sull’immagine sottostante che vi re-indirezzerà al mio profilo Pinterest, dove potrete scaricarlo e stamparlo direttamente da casa.

BLOGTOUR-WOLF.jpg


NON DIMENTICATE DI COMPILARE IL FORM SOTTOSTANTE, CHE VI PERMETTERA’ DI ESSERE UNO DEI FORTUNATI LETTORI CHE POTRA’ PRENDERE IN ADOZIONE UNA COPIA CARTACEA DEL ROMANZO!

Questa è solo la prima tappa, questo è solo il primo gadget da scaricare! Continuate a seguire il BT, che domani si sposta in casa We found Wonderland in Books, dove la nostra Silvy vi farà ascoltare la playlist dedicata al libro, e vi permetterà di scaricare il “BLOGGER PANNER”. VI ASPETTIAMO!

See you soon! -Lewis

SOCIAL WOLF.jpg

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37 pensieri su “Libri a Tappe: WOLF di Ryan Graudin IL BLOGTOUR-INTERATTIVO [Tappa 1: Incipit e Segnalibro]

  1. Sento parlare molto bene di questo romanzo e devo dire che la trama mi ispira molto, quindi sarei davvero curiosa di leggerlo! Delizioso il segnalibro *___* io adoro collezionarli perciò è un gadget che mi rende felicissima!

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  2. Da History nerd non posso non partecipare! Da quando ho scoperto che questo non è altro che Wolf by Wolf che spasimavo di leggere in Inglese da tempo non mi lascio sfuggire la possibilità di vincere una copia cartacea in più l’incipit ha confermato le mie certezze riguardo al libro, devo assolutamente leggerlo!
    PS: i gadget sono bellissimi!

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  3. Ciao!! Partecipo a questo blog tour con grandissimo piacere!! Mi sono innamorata di questo libro da subito! La cover è stupenda, e la trama davvero interessante!! Non vedo l’ora di scoprire di più riguardo alla storia!! Grazie mille per aver condiviso con noi questo bella tappa!!

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  4. Grazie per l’opportunità di vincere un libro con così tanto potenziale. Se questo è l’inizio del primo capitolo non arriverò alla fine del libro, mi ha toccato veramente mi è anche scesa una lacrima, forse sono troppo sensibile XD dalle parole mi è arrivata tanta sofferenza e paura, anche se la piccola Yael mostra già di essere coraggiosa quando arriva davanti al dottore.

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  5. Un libro con una trama indubbiamente originale e una copertina molto bella, l’incipit mi ha incuriosita parecchio! Carinissimo anche il segnalibro :3
    E complimenti per l’idea di questo blog tour interattivo *-*

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  6. L’incipit mi ha messo un po’ di angoscia però si prospetta un libro interessante, trovo che sia una storia originale (almeno per la trama e per me). Carina l’idea dei gadget, da un tocco in più al blogtour *_*

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  7. Ho adocchiato questo libro già un pò di tempo fa e l’incipit promette bene!
    L’idea dei gadget è carinissima, l’unica cosa è che le persone senza naso mi fanno impressione. Non te la prendere, sei stato bravissimo (io sono negata in queste cose) però è più forte di me…magari me lo stampo e con un pennarello disegno un nasino XD
    Comunque mi piace il fatto che lei abbia per metà il viso umano e l’altra metà da lupo, anche il particolare dell’occhio. Te lo avranno già detto in tanti, ma sei veramente bravo!

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  8. Ho adocchiato questo romanzo praticamente da quando è uscito negli USA. L’ambientazione è decisamente insolita e direi molto originale, così come il filo conduttore della trama.
    Partecipo volentieri al blogtour 🙂

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  9. Quando ho letto e ho capito che si trattava di un romanzo ucronico/distopico ambientato in un mondo dove la Germania nazista ha vinto la guerra non ho potuto fare a meno di desiderare di averlo tra le mani *—* ♥

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  10. E’ da quando è uscito in America che sto puntando questo romanzo! Mi interessa molto l’ambientazione e quest’ipotetico futuro in cui la seconda GM ha avuto un altro esito! L’incipit mi ha incuriosito ancora di più *-*

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  11. La storia di questo libro è veramente molto ma molto interessante… ^_^
    Ho seguito quasi tutto il tour come Il salotto del gatto Libraio qui invece vengo fuori come Frucats :-O

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