Libri, Letture, e (L)ecensioni: L’uomo che voleva fermare il tempo di Mitch Albom

Buondì Everpoppini miei adorati! Oggi è un gran gran giorno! Perché? Ma perché oggi è il giorno della festa di paese dove vivo, alla quale son molto legato (ma tanto…a voi…CHE VE FREGA? [giustamente]). Vabbè oggi è il giorno della recensione…Godetevela tutta!

“Contare gli istanti comporta conseguenze.”

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TRAMA

In un angolo appartato della vecchia New York, c’è una piccola, misteriosa bottega che vende orologi di ogni epoca e foggia. È qui, nell’atmosfera sospesa di uno stanzino pieno di polvere e di vecchi ingranaggi, che si incrociano i tormentati cammini dei protagonisti di questo romanzo: Sarah, la ragazza solitaria dagli occhi tristi e il cuore in tumulto: Victor il vecchio magnate disposto a tradire gli affetti più cari in cambio di un po’ di futuro: e infine Dor, l’uomo che per l’ossessione del tempo ha perso l’amore e l’innocenza. Solo cercando il coraggio di superare i rispettivi dolori, i tre potranno impugnare il destino e ribaltare una storia che sembrava già scritta. Nel nome di un tempo, quello del cuore, che non si compra e non si misura, che ci rende liberi proprio perché non si può fermare.

Io adoro Mitch Albom (e questo…ormai è un fatto risaputo). Io adoro i romanzi di Albom, le sue storie tra vita, fantasia e religione, il suo modo di scrivere, i suoi personaggi. Ho adorato Le Cinque persone che incontri in cielo, e I miei martedì col professore (che vi ricordo è nella mia lista di libri perfetti), ed ora è toccato a L’uomo che voleva fermare il tempo, che non sarà ai livelli di I miei martedì… ma c’è andato vicino.
Ancora una volta Mitch Albom torna ad interrogarsi su importanti temi come l’amore e la vita, e lo fa stavolta coinvolgendo un elemento complicato e capriccioso come il TEMPO. Il Tempo che viene narrato all’interno del libro di Albom è un tempo severo, implacabile, che scorre inesorabile, indipendentemente dalle nostre scelte, ed i tre protagonisti del romanzo non ci metteranno molto a capirlo. La bravura di Albom stavolta sta tutta nello sviluppo del tema. Parlare del tempo è semplice, lo facciamo ogni giorno (almeno una volta al giorno pronunciamo la parola tempo), riuscire a scrivere una storia che parla di tempo, e a cucirne attorno una trama ben strutturata, è invece una cosa molto più ardua. Ma bisogna riconoscere che Mitch c’è riuscito alla grande. Il Tempo è il protagonista indiscusso di questo romanzo, che si regge inoltre anche per la sua trama travolgente e scorrevole, che ti trascina pagina dopo pagina, verso la fine (sembra quasi che lo stesso Albom ti stia tenendo per mano e ti stia guidando attraverso la sua storia, e per il trio di protagonisti, tre persone normali, ma per nulla banali. Attraverso le vite di questi tre protagonisti, ed il loro scorrere del tempo, l’autore ci guida (come ho detto, per mano) lungo le strade della vita, attraverso i dolorosi sentieri della morte e della malattia. E la scoperta del dolore, della realtà della vita, che permette ai personaggi di capirne il reale valore: il dolore permette ad ognuno dei tre (ed al lettore stesso), che la vita è sempre ad un passo della morte, e che viverla rimane la più bella ed avventurosa tra le sfide. Nel romanzo vengono analizzati due tipi di tempo: quello lento e opprimente di Sarah Lemon, l’adolescente sola, afflitta da problemi di cuore, accecata da una passione che esiste solo nella sua testa, e che per questo si classifica come la peggiore. C’è poi il tempo di Victor Delamonte, l’anziano magnate che possiede tutto fuorché il tempo, che brama e desidera: un tempo veloce ed inarrestabile, che scorre senza pietà. I due andamenti sono però destinati ad incrociarsi, come accade nella maggior parte dei romanzi a più voci. Sembrerebbero essi totalmente diversi, mentre invece sono (all’insaputa degli stessi proprietari) piuttosto simili, hanno essi qualcosa in comune: un destino/futuro piatto e privo di vita. Al loro fianco c’è poi Dor, il Padre Tempo, l’uomo del passato costretto a vivere un’esistenza solitaria, prigioniero dello stesso tempo che tanto lo incuriosiva durante la sua vita. Un personaggio che per primo aveva smarrito la strada, a causa di questo tempo implacabile e severo. Attraverso la figura di questi tre personaggi (ed il loro tempo), affiancati da una trama semplice e scorrevole, priva di fronzoli e scappatoie (ma soprattutto di descrizioni “riempitive”), il romanzo conduce il lettore dritto al punto: l’importanza della vita. Un amore per la vita che è tanto caro ad Albom, ed ai suoi romanzi precedenti. Un tema che ancora una volta sa conquistare.


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Titolo: L’uomo che voleva fermare il tempo Data di pubblicazione: gennaio 2013 Casa editrice: Rizzoli Editore Autore: Mitch Albom Prezzo cartaceo: 10,00 € 

Stavolta son stato piuttosto riassuntivo (o forse no?), toccherà a voi “allungare il brodo”, grazie ai vostri ormai consueti commenti ed alle vostre impressioni!

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6 pensieri su “Libri, Letture, e (L)ecensioni: L’uomo che voleva fermare il tempo di Mitch Albom

  1. Molto molto interessato…e quindi Partecipo!
    Grazie alla tua rec.(Ottima come sempre[P.s. Non è nessuna leccata,ma la verità])che aspettavo di leggere,avrò un motivo in più per acquistarlo nel caso in cui non dovessi vincere.Intanto rinvio la data dei prossimi acquisti hihi …e,Intanto come sempre ce la metterò tutta!Grazie ancora per queste fantastiche opportunità,e, cerca di procurarti altri buoni amazon! 😄

    Mi piace

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